Altedo (BO). È stata staccata una contravvenzione da 15.000 euro agli autisti di un mezzo proveniente dall’Ungheria, e diretto in Puglia, per le condizioni in cui versava il bestiame trasportato. Nella fattispecie, all’altezza di Altedo, una pattuglia della Polizia stradale ha fermato per un controllo un autoarticolato. Insospettitosi dall’eccessivo belare degli agnelli trasportati, e dalle risposte incerte degli autisti, la pattuglia ha proceduto ad un accorato controllo.

Dopo aver allertato il nucleo veterinario dell’Usl di Bologna, è emerso che i circa duecento agnelli trasportati versavano in un elevato stato di disidratazione. Infatti, l’impianto di abbeveraggio non era neanche stato riempito al momento della partenza del mezzo. Oltretutto, il numero del bestiame era eccessivo, non consentendo agli animali di potersi minimamente muovere all’interno del rimorchio. Inoltre, le condizioni generali di salute del bestiame non erano buone. Dunque, dopo aver dato da bere gli animali, collegando l’impianto idrico della Caserma a quello del camion, la pattuglia ha comminato 15.000 euro di multa ai due autisti, per le svariate irregolarità riconosciute.

La notizia, nelle ultime ore ha avuto eco in tutta Italia, rimarcando la necessità di regole più severe a tutela del bestiame. A questo proposito, è intervenuta anche la consigliera regionale del M5S Silvia Piccinini, che ha spiegato come “Casi come quello di Altedo purtroppo si verificano ogni giorno sulla nostra rete autostradale e dimostrano come sia necessario intervenire al più presto per garantire il rispetto del benessere animale non solo all’interno degli allevamenti intensivi, ma anche durante le fasi di trasporto degli stessi animali.”

Dunque, spiegando come serva “inserire un limite massimo di otto ore di trasporto degli animali dal luogo di allevamento a quello di destinazione, come chiedono da tempo anche le Associazioni ambientaliste. E sarebbe necessario il ritiro delle licenze a quelle compagnie che non rispettano i regolamenti né assicurano condizioni di viaggio accettabili.”

(Aris Alpi)