Imola. Nelle prossime settimane prenderà il via l’inizio di una trasformazione architettonica che cambierà profondamente il cuore della città e potenzierà l’offerta dei Musei Civici: la nascita del nuovo museo archeologico. L’intero importo del progetto, comprese le fasi progettuali, è di 1.540.000 euro di cui 600.000 finanziati dalla Regione con il contributo europeo e 940.000 euro finanziati dal Comune. Il progetto ha ottenuto una proroga, a causa del protrarsi dell’emergenza sanitaria da pandemia e dovrebbe concludersi entro il 30/09/2022. A questi fondi si aggiungono 130.000 euro che la Fondazione Cassa di Risparmio di Imola ha messo a disposizione dei Musei Civici per  importanti lavori di manutenzione conservativa sul patrimonio del nuovo Museo archeologico.

L’assessore Giacomo Gambi mentre consegna un mazzo di fiori a Claudia Pedrini, direttrice dei Musei civici di Imola, che il prossimo mese andrà in pensione.

“L’obiettivo del progetto è il completamento e la qualificazione culturale dei Musei Civici di Imola con la realizzazione del nuovo Museo archeologico nel complesso conventuale di San Domenico. Nello specifico si vuole rendere fruibile il primo chiostro del convento, un gioiello rinascimentale che verrà recuperato architettonicamente, e musealizzare l’area dello scavo a vista, un’area archeologica che costituirà un elemento focale del nuovo museo”, spiega Claudia Pedrini, direttrice dei Musei civici di Imola.

L’intervento consentirà il pieno recupero del primo chiostro, a partire dal colonnato quattrocentesco. “Il cantiere che sta per aprirsi, affidato alla Cooperativa Cims vincitrice dell’appalto, dovrà, infatti, restituire alle 32 colonne corinzie la loro funzione portante, demolendo le chiusure ottocentesche ancora esistenti nel chiostro e i pilastri di sostegno novecenteschi. L’intervento si presenta particolarmente complesso poiché modifica il delicato equilibrio statico delle parti architettoniche”, fa sapere Andrea Dal Fiume, architetto responsabile del cantiere, per conto di Area Blu.

Oltre al chiostro, il cantiere interesserà diversi ambienti del convento domenicano con l’obiettivo di realizzare la prima parte del percorso del nuovo Museo archeologico. Questo sarà accessibile dal primo piano del museo esistente, in continuità con il Museo Giuseppe Scarabelli e si svilupperà al secondo piano attraverso la cosiddetta mansarda e il granaio, per poi scendere al piano interrato con la zona dello scavo a vista. Gli interventi in questo caso interesseranno la ricostruzione di un solaio e la realizzazione di due scale di collegamento tra i piani.

Come illustra Valentina Manzelli, funzionario Archeologico Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio “l’intervento che sta per partire porterà all’allestimento definitivo e all’apertura al pubblico dell’area dello scavo a vista. Qui sarà possibile ammirare tre ambienti pavimentati a mosaico relativi ad una ricca domus romana risalente al I secolo a.C. e i resti di una officina quattrocentesca, destinata alla fusione delle campane della chiesa di San Nicolò e Domenico. Il pubblico potrà visitare l’area percorrendo passerelle sopraelevate e accompagnato da un video multimediale che racconterà gli oltre 2.000 anni di storia che si sono svolti in questo luogo”.

“Il Museo di San Domenico è uno dei riferimenti storico-culturali più prestigiosi della città ed oggi con l’intervento che presentiamo si arricchisce di nuove opportunità culturali e rafforza ancora di più il proprio ruolo – sottolinea il sindaco Marco Panieri -. A questo proposito voglio ringraziare quanti hanno sempre creduto nel progetto del nuovo museo archeologico e lo hanno reso possibile, in un gioco di squadra quanto mai fondamentale perché per noi la cultura è il motore della ripartenza”.

“Si tratta di un progetto in cui crediamo tantissimo. Di questo luogo straordinario potrà beneficiarne l’intera comunità, a partire dai giovani, non solo gli addetti ai lavori, contribuendo ad aumentare la qualità della vita della nostra città”, sottolinea Rodolfo Ortolani, presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Imola.

“Oggi mettiamo la prima pietra di questo museo archeologico imolese. E proprio nel 2021, anno in cui cade l’ottavo centenario della morte di san Domenico di Guzmán, fondatore dell’ordine dei Domenicani, avvenuta nel 1221 a Bologna, iniziamo i lavori nel complesso di San Domenico – spiega Giacomo Gambi, assessore alla Cultura -. Da 35 anni la sfida è mettere a disposizione della comunità il cospicuo patrimonio archeologico, nel frattempo arricchito, frutto degli scavi avvenuti nei decenni scorsi, che non può rimanere solo all’interno di un deposito. Voglio infine sottolineare che, oltre al percorso archeologico, avremo un nuovo spazio in città, questo straordinario chiostro, con le lunette con la storia dei Domenicani, fruibile con l’entrata da via Quarto, nuovo angolo verde del centro storico, all’interno del più vasto giardino oggetto di progettazione e, poi, di lavori, grazie all’accordo tra il Comune e l’Università di Verde Ornamentale”.