Imola. Quando si parla con Gianmaria Balducci, presidente della Cefla di Imola e presidente nazionale di Legacoop del settore che accorpa produzione, lavoro e attività di servizio, è difficile resistere alla sua spinta verso i nuovi traguardi; e non si tratta di facile ottimismo, perché il nostro interlocutore ha sempre ben presenti i problemi e i rischi della situazione in atto. Ma è anche capace, di afferrare con decisione le occasioni che il nuovo scenario può offrire.

Siamo comunque partiti da un’analisi del consuntivo relativo al 2020.
“Un anno che per noi era cominciato malissimo, con un attacco informatico che ha bloccato l’azienda per una settima, per fortuna i dati fondamentali erano già sotto chiave quindi abbia bonificato e fatto ripartire il sistema, ma l’effetto collaterale c’è stato: le spese per costruire un sistema di difesa più potente di quelle esistente. Poi è arrivata l’ondata della pandemia con tutti problemi che oggi conosciamo bene; inizialmente abbiamo conosciuto punte di assenteismo molto alte dovute alla comprensibile paura dei dipendenti ed è stato fatto un grosso lavoro per dimostrare che l’azienda era un luogo sicuro.”

Ed è cominciata la fase di smart working.
“Inizialmente avevamo il timore di non essere abbastanza preparati per questa modalità , ma quasi subito ci siamo accorti che non era poi così complicato attivare questa nuova organizzazione di lavoro. Va ricordato che in questo caso mi riferisco essenzialmente agli uffici perché le officine hanno continuato a produrre, grazie ad un rigoroso controllo per garantire le distanze di sicurezza.”

Quella è la fase del lock down duro.
“Esattamente, ed abbiamo verificato che in quel periodo chi è riuscito a garantire forniture ai clienti, non solo li ha fidelizzati, ma ne ha acquisiti dei nuovi.”

Gianmaria Balducci, presidente del gruppo Cefla

 

Vale anche per la Cefla questo ragionamento?
“Si nel corso del 2020 alcuni nostri comparti, primo di tutti il medicale ha acquisito nuovi clienti, e lo stesso è successo per altri settori dell’azienda. Ci tengo a sottolineare che la produzione è andata avanti nel più rigoroso rispetto delle norme di sicurezza (e aggiungo che  in quel periodo l’assenteismo è precipitato).”

Ma è stato anche un momento che ha favorito i risparmi.
“E’ vero, dai viaggi, alle trasferte alle Fiere che sono state sistematicamente cancellate abbiamo assistito ad un corposo risparmio in azienda e posso dire che alcuni attività da remoto sono destinate a rimanere tali, se vogliamo è un esempio del “nulla sarà più come prima” che abbiamo sentito ripetere tante volte. Probabilmente è grazie a questi minori costi che abbiamo alla fine portato a casa un bilancio meno duro di quel che avevamo messo in conto.”

Proviamo a lasciarci alle spalle il 2020 per parlare di quest’anno: c’è un cauto ottimismo quando guardate a questi 12 mesi?
“Il 2021 è partito con un portafoglio e un fatturato incredibilmente buono, i primi due mesi sono migliori sia del 2020 che del 2019, quasi tutti i nostri comparti sono in marcia (con risultati particolarmente brillanti nello shofitting dove opera la nuova società con Itab) anzi nel comparto delle costruzioni, dopo il deserto creato dalla crisi del 2008, sembra che ci siano più lavori che imprese in grado di portarli a termine e ci auguriamo che il settore non sia dominato solo dalla logica del massimo ribasso ma punti molto anche sulla qualità del prodotto finale.”

Finora, quindi, una situazione positiva.
“Si, ma siamo anche ben consapevoli delle ombre, a cominciare dalla lentezza della campagna per i vaccini. Noi vediamo che Usa, Cina  e Inghilterra, dove la vaccinazione ha già raggiunto grandi risultati l’economia è già ripartita e questo fatto pone le aziende di quei paesi in una posizione di vantaggio. Il mercato americano e quello cinese sono già ripartiti e sono quelli sui quali noi stiamo al momento vedendo una presa ordini più importante.
Un altro elemento di rischio è la carenza di alcune materie prime o semilavorati, come ad esempio l’acciaio, la plastica, la componentistica per l’informatica e anche carta.
La forte ripartenza cinese ha fatto schizzare in alto i prezzi (e probabilmente assistiamo anche a fenomeni speculativi) e siamo al paradosso per cui si rischia di non rispettare le consegne per mancanza di materie prime, Sarà un anno complicato da gestire con grande attenzione, ma la opportunità per fare bene ci sono già.”

Per concludere una domanda a Balducci presidente nazionale di Legacoop per il settore produzione, lavoro e servizi. Quale lo stato dell’arte?
“La situazione è molto variegata, alcuni ambiti produttivi sono simili alla condizione che vive Cefla (per chi opera, poi, nel settore edile e nell’impiantistica e in ambito industriale il momento è estremamente favorevole), altri come il comparto della ristorazione collettiva e del trasporto persone e degli eventi fiere ecc., vivono una situazione moto pesante e con prospettive di una ripartenza lenta, e dovranno definire strategie adeguate per salvaguardare le cooperative e quindi occupazione e l’attività economica.”

(m.z.)