Un artigiano imolese ha ricevuto una commessa interessante e provvidenziale da un buon cliente già conosciuto anche come buon pagatore (cosa rara!), a tre condizioni: lavoro da eseguire a casa del committente, tampone recentissimo negativo al Covid 19 e vestizione professionale con protezione sanitaria integrale.

L’ artigiano si mobilita subito presso l’Usl di Imola dove trova comprensione e gentilezza; con inaspettata sollecitudine viene sottoposto all’ esame molecolare. Il referto con esito “Negativo” al Covid gli è stato inviato alle ore 3,21!

Esulta per l’ esito che gli consente di avviare subito il lavoro e si compiace di vivere in una città dove in piena notte c’è gente che lavora per la salute altrui, lottando senza sosta contro il terribile virus.

Un episodio a lieto fine che può essere inquadrato nel tema generale della Sanità vissuta in tempi emergenziali e ordinari, perché, prima o poi, il Covid spegnerà i suoi catastrofici effetti.

E allora si porranno interrogativi dalle risposte complesse: che ne sarà del personale sanitario assunto in sovrannumero per fronteggiare l’ emergenza e che il ritorno alla normalità non potrà sopportare per l’alta spesa? Una parte potrà colmare i posti vacanti, ma eventuali eccedenze?

Tutte le apparecchiature acquistate con soldi pubblici o donate dalla generosità di privati e Enti che fine faranno? Anche in questo caso, una parte rimarrà in dotazione e l’ altra?
Speriamo una fine diversa dai banchi a rotelle!

Vaccinazione nella Casa della salute di Medicina

I medici, gli infermieri, gli operatori socio sanitari che si sono vaccinati e corrono da un letto all’altro senza sosta per dare sollievo e speranza, meritano gratitudine e rispetto; rispetto significa anche impedire che operatori non vaccinati per furbizia o perché ideologicamente no-vax continuino ad essere presenti ai letti dei degenti. Se non hanno l’ obbligo di vaccinarsi, non hanno l’ obbligo di andare a lavorare mettendo a rischio l’ altrui salute.
E’ diffusa speranza che il Governo provveda d’ urgenza.

Nominare a Commissario straordinario per l’ emergenza Covid 19 il pluridecorato generale di C.A. Francesco Paolo Figliuolo e poi assegnarli personale che può costituire un rischio, appare un palese controsenso da rimediare.

Debole e pretestuosa è giustificare la propria scelta con la ipotizzata limitata efficacia dei vaccini; intanto ci si deve vaccinare, perché la diffusione rallenti, quindi è precauzione preventiva, nonché rispetto per il prossimo.

Finita la pandemia, la Sanità imolese potrà essere migliorata sulla base dell’ esperienza pregressa, dei suggerimenti degli operatori, delle aspettative dei cittadini e di quanto emerso dal girone pandemico. Basteranno ascolto, idee chiare e concrete, coraggio politico e volontà gestionale per fare della Sanità imolese un punto di eccellenza in ambito metropolitano.

Per ora, un grazie immenso a tutti gli Operatori sanitari imolesi che provvedono alla salute dei più fragili dentro e fuori le strutture sanitarie, immersi in una pandemia che ancora non lascia a ragionevole ottimismo.

E’ bene ricordare che la tutela della Salute non passa dalla guerra dei e per i vaccini che sono per loro natura bene comune, ma da un’ etica che parta dalla tutela e salvaguardia dell’ Ambiente, per giungere ad una rinnovata (ritrovata?) Qualità della Vita.

(Vittorio Feliciani)