Imola. Che bella età la terza età! Rubo le parole a una canzone di Marcello Marchesi, (paroliere, cantante, scrittore, sceneggiatore teatrale dei bei tempi andati, simpatico personaggio già noto agli albori della televisione italiana), per parlare di un altro personaggio, altrettanto simpatico, imolese e già abbastanza famoso. Infatti Rai Uno lo ha collocato ben 2 volte nel palinsesto della trasmissione ItaliaSì di qualche settimana fa e presto ripeteranno l’invito. Di chi parliamo? Di Emilio Padovani. Non per la faccenda del “Nonno dell’anno” (di questo ne parleremo dopo) ma per una cosa altrettanto insolita: colleziona sassi e dinosauri, brontosauri e altri …sauri, per i quali ha inventato i nomi.

Emilio Padovani

Emilio, lei oggi è un personaggio famoso, mi dica da cosa deriva questa sua notorietà?
“Guardi deriva da una cosa proprio terra a terra: sassi, o pietre se vuole chiamarle così. Sono un collezionista di sassi, mi affascinano e con loro costruisco cose e animali. I più famosi sono i dinosauri e simili”.

L’Italia costruita con i sassi

Quando è nata la passione per la raccolta di questi sassi e come mai una materia che si pensa inanimata, diventa un animale preistorico?
“Ho cominciato la raccolta nel 1976, quasi per caso, però ogni volta che vedevo un sasso dalla forma diversa, mi entusiasmavo sempre più. Guardi, per me i sassi parlano. Sono loro stessi a suggerire come impiegarli, la loro forma, il loro colore, mettono in moto la mia fantasia e ho cominciato a costruire alcuni oggetti. Poi successe che dopo aver assistito alla proiezione del film Jurassic Park mi appassionai alla costruzione dei dinosauri, brontosauri e altri animali. Non le nascondo la fatica che faccio ogni volta che devo prima trasportare i sassi nel giardino di casa o nella mia campagna a Codrignano, con la mia auto, per poter poi dare loro la forma più verosimile, anche se a volte bastano pochi tocchi, praticamente senza attrezzatura adatta, ma con quello che ho. Per farla breve adesso nel mio zoo di pietra ci sono un centinaio di questi animali preistorici in bella mostra, il più grosso pesa 100 quintali, il più piccolo forse 10. Il mio terreno di Codrignano, tra i miei amati sassi, un campetto da golf, un gioco da bocce, da tennis, ping pong ecc. è già tutti coperto, comunque fra poco dovrò smettere con questa passione, sta diventando troppo faticosa”.

Io so che vengono anche scolaresche a vedere le sue opere. Mi racconta anche qualche aneddoto?
“Mi creda per me è la felicità! A tutt’oggi sono venute in visita una decina di scolaresche. I bambini sono fantastici, fanno domande, sono interessati, io cerco sempre si rispondere nel migliore dei modi e poi sa (e qui abbassa la voce e fa un sorriso malizioso) mia moglie fa sempre una torta per la loro merenda. La nostra nipotina Eleonora un giorno venne con tutta la sua classe e con orgoglio mostrò ai suoi compagni il ‘suo’ animalone personale a cui avevo dato il nome di Eleonorius in omaggio proprio a lei. Tutti ne avrebbero voluto uno personale.

Eleonorius

Avrei tanti aneddoti di cui parlare, tipo quella volta che in Croazia a Spalato trovai un sasso enorme che mi piaceva moltissimo. Un operaio croato mi promise che avendo lui un muletto col quale lavorava, mi avrebbe aiutato a portarlo alla nave traghetto che sarebbe partita per Ancona. Al che andai di volata al porto per chiedere se potevo far caricare il mio sasso a bordo e avuta risposta affermativa tornai nel campo dove mi aspettava l’operaio. Per un motivo o per l’altro questi aveva cambiato parere e voleva tenere per sé l’oggetto del mio desiderio. A quel punto lo minacciai di riferire tutto, al Prefetto di Spalato, mio parente e… fu così che ritornai in possesso del mio bel sasso”.

Emilio Padovani con una sua creatura

Questo signore ha molto da raccontare e lo fa con tanto calore; quasi stento a credere che fra poco tempo metterà a tacere la sua passione. Come passerebbe le ore delle giornate dalle 7.30 alle 13, che oggi impiega a limare, sgrossare, forare, spostare, adattare, insomma a faticare, accompagnato dalla costante preoccupazione della moglie? Ama troppo ciò che fa e diciamolo pure, i risultati che ottiene.

Emilio possiamo parlare ora della notizia che ha appena ricevuto e che mi ha anticipato?
“Ah! Per me è stata una soddisfazione grande: l’associazione culturale O Leudo di Sestri Levante (Ge) mi ha informato che il 2 ottobre 2021 sono invitato alla premiazione dove avverrà la mia nomina a ‘Nonno dell’anno 2021’. Se vuole può chiedere conferma, le dò i recapiti. Dovrebbe esserci anche una cantante famosa, lei naturalmente ‘Nonna dell’anno’. Vede io sono una persona semplice, mai e poi mai avrei immaginato di poter avere un onore così grande senza nemmeno muovere un dito, infatti è stata l’Associazione ad avere l’iniziativa.
Posso ancora raccontare della trasmissione televisiva di Rai Uno, quando la troupe è venuta al mio zoo di pietra e dove hanno fotografato di tutto e di più. Oppure delle persone che ho conosciuto alla sede Rai di Saxa Rubra, a Roma, dove mi hanno accolto con la massima gentilezza e disponibilità: da Marco Liorni alle assistenti, dai compresenti Mauro Coruzzi (Platinette), la signora Patrizia Fanelli, tutte persone con competenza tecnica e una carica di umanità tutta tesa a farmi sentire completamente a mio agio. Mi hanno commosso. Una volta libero dall’impegno, sono andato in giro per Roma in bicicletta”.

Chissà perché mi torna in mente la strofetta: “Che bella età la terza età!”. Termina qui l’intervista a questo incredibile personaggio che una ne fa e cento ne pensa, oppure una ne pensa e cento ne fa, non cambia il risultato, al quale vengono riconosciuti ingegno, fantasia, vivacità mentale e capacità educative. Questo amabile imolese ha passato la sua vita alle dipendenze dell’Ausl di Imola, nei più svariati servizi, ora si occupa di dinosauri e di bambini. Sembra uno strano connubio, ma funziona.

(Lina Cremonini)