La crisi sanitaria ha prodotto conseguenze negative soprattutto per le donne. In termini di posti di lavoro (il 90% di quelli persi da novembre 2020), di conciliazione con la gestione famigliare, di esercizio della cura, di violenza per le convivenze forzate difficili. Nel Paese è aperta una discussione ampia sulla destinazione del Recovery Fund con un’ottica di genere aperta dal manifesto “Donne per la salvezza, idee per una ripartenza alla pari”.

Il manifesto è il risultato di un confronto fra politiche, politici, economiste , esperte di politiche di genere, manager, accademiche, statistiche, associazioni. Nelle settimane scorse si sono svolti diversi webinar sui contenuti del manifesto con le autrici ed esponenti del Governo. Anche la Città Metropolitana ne ha promosso uno il 26 marzo scorso rivolto agli Enti e alle realtà associative, imprenditoriali, di servizio del territorio. Nell’auspicare che queste iniziative trovino in tempi brevi applicazione concreta nelle strategie che i profileranno, abbiamo chiesto all’Assessora alle Pari Opportunità del Comune di Imola, Elisa Spada, il suo punto di vista e le azioni che si stanno pensando per il territorio a 6 mesi dall’insediamento.

Elisa Spada, assessora alle Pari Opportunità del Comune di Imola

 A sei mesi  dall’insediamento della nuova Giunta, può tracciare un primo bilancio sull’avvio delle attività di pari opportunità?
“Trasversalità e partecipazione sono i temi cardine delle politiche di Pari Opportunità della Giunta, che hanno visto la costituzione di una Commissione pari opportunità nella quale, insieme alle rappresentanti delle associazioni, sono presenti ben 18 donne, di diversa età, formazione, lavoro che si stanno impegnando, con un’ottica di genere, su temi quali: contrasto alla violenza, cultura-educazione-comunicazione, lavoro e formazione e salute. Con questo sguardo che ha punti di vista privilegiati sulla realtà del nostro territorio stiamo lavorando a progetti che ci permettano di essere efficaci nel contrastare le fragilità già esistenti ma accentuate dalla pandemia”.

Quali sono i suoi programmi e le idee per il mandato amministrativo, in materia?
“Il tema del contrasto alla violenza è centrale e su questo stiamo sviluppando azioni che vanno dalla sensibilizzazione, all’informazione alla progettualità sviluppata con i centri antiviolenza. A questo si lega il tema del lavoro femminile che ha anche il valore di assicurare l’indipendenza economica delle donne, elemento fondamentale per allontanarsi da situazioni di violenza. Con l’assessore Pierangelo Raffini stiamo lavorando a progetti che prevedano il coinvolgimento del tavolo delle imprese nella definizione di percorsi formativi utili a trovare un lavoro con particolare attenzione alle competenze digitali, e sviluppare imprenditoria. L’altro tema è la casa, che con l’assessora Daniela Spadoni stiamo declinando per dare risposta alle sollecitazioni che vengono dai centri antiviolenza che vedono nella casa un elemento essenziale per un percorso di uscita dalla violenza. Altro fronte progettuale è il tema della formazione in ottica di genere, rivolta sia alle e agli insegnanti, sia a studentesse e studenti di scuole di diverso ordine e grado”.

La pandemia sta pesando soprattutto sulle donne. Sono emersi problemi strutturali che mettono in evidenza il gap gender. In proposito si è aperta una discussione a livello nazionale e territoriale sull’allocazione delle risorse del Recovery Fund. Cosa ne pensa e quali azioni si promuoveranno per benefici sul territorio?
Sto seguendo con attenzione le riflessioni che emergono da incontri che si stanno promuovendo a scala nazionale e internazionale che sono molto utili a sviluppare una visione di insieme. Da poco si è svolto a Bologna ‘Europa: sostantivo femminile. Responsabilità sociale in una prospettiva di genere‘ nel quale donne di grande spessore hanno delineato strategie che mettono in evidenza la necessità, che condivido, di investire su lavoro e imprenditorialità femminile. Dobbiamo lavorare su più fronti: formazione, cultura e servizi.  Formazione, in particolare legata a digitalizzazione e materie Stem per aprire prospettive in settori che sono in forte sviluppo ma che vedono ancora insufficiente la presenza di donne. Cultura in particolare riferita alla cultura delle imprese che possono, con le loro azioni, favorire la conciliazione vita-lavoro delle donne, ad esempio il tema della flessibilità o rimuovere ostacoli verso la crescita di carriera delle stesse. Servizi, in particolare quelli legati alla cura, che è un ambito che vede ancora le donne come referente principale”.

(v.g.)