Bologna. In una città che ha già visto  la perdita di 5000 posti di lavoro, il consuntivo sulle relazioni sindacali durante la pandemia offre un timido raggio di sole.

Nel complesso, come ha ricordato il segretario della Fiom, Michele Bulgarelli, i protocolli nazionali sulla sicurezza  sono stati tendenzialmente rispettati; e se la cosa poteva essere quasi automatica nelle grandi realtà è stato positivo prendere atto che anche nelle piccole realtà e soprattutto nelle aziende artigiane è stato possibile tenere sotto controllo la situazione.


E’ anche vero che alcune situazioni ci fanno capire che può esserci un sommerso che vede le aziende restie a fare la propria parte (sospinte da punte produttive alte?) ma la situazione complessiva può essere definita soddisfacente, come ha confermato Giacomo Stagni della segreteria della Camera del Lavoro della città metropolitana, “le più forti criticità le abbiamo viste nei settori dove la presenza sindacale è più debole, come fra i riders  e nella logistica, e va invece sottolineato che il settore pubblico ha sempre tenuto saldamente in mano la regia delle iniziative anticovid”.

E quando si riparte, che cosa succede (in particolare alla scadenza del blocco dei licenziamenti)? Bulgarelli non registra, al momento, una particolare tensione nelle aziende metalmeccaniche, e aggiunge che ove si arrivasse a licenziamenti la controparte deve sapere che la reazione dell’intera categoria “sarà dura e decisa”.

Per Stagni prima della fine del blocco dei licenziamenti deve esserci la riforma degli ammortizzatori sociali per garantire un percorso da lavoro a lavoro e ha ricordata che già ora Bologna ha perso circa 5000 posti d lavoro in quei settori dove non esisteva alcuna garanzia contrattuale.

(m.z.)

RILEVAZIONE SITUAZIONE COVID APRILE 2021_conferenza stampa 9 aprile 2021