Imola. Non è passata sotto silenzio la possibile attribuzione al circuito Ferrari della “stella di sostenibilità ambientale” proposta dal commissario Fia Luigi Di Matteo. Attribuzione che secondo il Comitato autodromo, del quale riportiamo integralmente la lettera aperta, stride – e non pare poco – con i progetti green ipotizzati dall’amministrazione comunale. 

“Non conosciamo – precisa il Comitato autodromo – i parametri che la FIA utilizza per assegnare le stelle relative alla sostenibilità ambientale degli autodromi, ma siamo informati sulle voci che pesano di più in termini ambientali: le attività di pista che utilizzano mezzi endotermici, non silenziati , spesso “vintage” e il conseguente rilevante inquinamento acustico ed atmosferico.

Sarebbe davvero imbarazzante definire svolta green 2021 un progetto che si limita a promuovere la raccolta differenziata durante gli eventi, la creazione di un nuovo bosco che potrà assorbire CO2 fra 20 anni, promuovere la mobilità sostenibile da e per l’autodromo e non intervenire sulle voci che pesano di più in termini ambientali. Non è giustificabile l’inquinamento acustico che per troppe giornate rende invivibile il Parco delle Acque Minerali, bene primario per il suo valore sociale, culturale e per la qualità della vita della nostra comunità, con la compensazione, fra 20 anni, dall’assorbimento di CO2 del futuro nuovo bosco. Né si può giustificare allo stesso modo l’impraticabilità del parco didattico della scuola di Montebello o la vivibilità dei luoghi di vita.

L’inquinamento acustico non può essere in nessun modo compensato, deve soltanto diminuire e, a maggior ragione oggi che le nuove tecnologie consentono di realizzare veicoli con emissioni sonore ed inquinanti molto basse.

Sono state dette e scritte tante parole in questi mesi riguardo la riduzione delle giornate rumorose con attenzione sempre più forte all’ambiente e ai cittadini, i legami stretti con l’università e gli indirizzi sulla mobilità sostenibile, la necessità di un cambiamento culturale che ci faccia andare oltre la storia gloriosa del circuito, lo sviluppo polivalente della struttura (se ne parla dal 2007)… Se le parole hanno un peso, noi siamo fiduciosi di una rapida transizione del nostro autodromo verso un futuro ambientalmente sostenibile. Se sono vuote sarà la solita “verniciata di verde” all’immagine dell’autodromo “vintage”

Beninteso, non sarebbe una novità, la svolta green dell’autodromo di Imola è stata annunciata svariate volte nel corso degli anni. Quella che ricordiamo con più simpatia per l’enfasi creata dalle testate giornalistiche, è stato l’accordo di cinque anni con DEKRA presentato il 24 ottobre 2012 come l’inizio di una “nuova era green per l’autodromo” indirizzata verso un futuro concentrato sulle attività di guida sicura e di sviluppo prodotti. Niente di tutto questo ha preso forma e DEKRA si è occupata di organizzare giornate di prove libere moto che di fatto hanno concorso ad aumentare l’inquinamento acustico già molto gravoso.

In chiusura una ulteriore considerazione. Da anni vediamo le varie amministrazioni guardare sempre al passato, ripetiamo glorioso, senza mai porsi obiettivi per il futuro, anche prossimo. Il futuro è creatività, novità, capacità di immaginare nuove possibilità. Qualità che ricordiamo in Francesco Costa, personaggio che riusciva a coniugare, nel giusto equilibrio, ambiente, turismo ed aspetto economico.

Un esempio lampante è la F1: sappiamo che produce enormi rossi di bilancio, sappiamo che non è gestibile economicamente per una piccola realtà come la nostra, ma sappiamo che rappresenta un enorme spazio pubblicitario a livello planetario. Per un paio di giorni il nome di Imola ha risonanza mondiale. Quale migliore occasione per pubblicizzare eventi organizzati sul nostro territorio, eventi internazionali di vasto interesse, eventi che fungerebbero da volano per il nostro settore turistico.

Epperò, scusate la franchezza, mancano gli eventi di richiamo, ma se non abbiamo nulla da reclamizzare, perché tutto questo?

La speranza è che l’attuale politica non sia ancora ferma al “però ci conoscono in tutto il mondo”…ci conoscono in tutto il mondo, ma nessuno viene a Imola”.

La lettera aperta è del Comitato autodromo