Il Covid ha fatto saltare Arte Fiera 2021, ma Bologna non rinuncia ad ART CITY, la kermesse urbana di arte connessa alla manifestazione fieristica che si svolge nel cuore della città. La IX edizione si terrà dal 7 al 9 maggio nell’ambito di Bologna Estate sotto la direzione artistica di Lorenzo Balbi direttore del MamBO. Tre giorni di mostre e iniziative promosse dal Comune di Bologna coordinate dall’Istituzione Bologna Musei. Se a maggio, fa sapere l’organizzazione, si verificherà un malaugurato ritorno in zona rossa, le date saranno spostate in avanti.

ART CITY si presenta quest’anno con un volto completamente nuovo. Un’ identità visiva di nuovo conio, luoghi mai  aperti all’arte ospiteranno opere e performance. Non solo. La proposta si articola su tre coordinate: la scena artistica italiana, l’ intergenerazionalità, l’ intermedialità. Caratteristiche che troveranno applicazione in un progetto speciale, un main program con una guida insolita, un programma istituzionale, e progetti collettivi. Video, installazioni, performance, disegni, opere radiofoniche e sonore e opere site specific.

ART CITY: Special Porject

Il progetto speciale

 E’ una installazione di Gregor Schneider (Rheydt, Germania, 1969) dal titolo Gregor Schneider visits N. Schmidt presso la Galleria d’Arte Moderna. Main partner Gruppo Hera. Fa riferimento a una serie di lavori sul “signor Schmidt”, evocato per la prima volta nella stanza 54 di Haus ur. Presentata alla Biennale di Venezia nel 2001 è un’opera seminale dell’artista. Chi è N. Schmidt? E’ un personaggio immaginario, un individuo misterioso che i visitatori percepiscono inoltrandosi uno alla volta nella casa di N. Schmidt. Qui esplorano il suo spazio intimo e domestico con l’opportunità di provare a costruirne l’identità. Una presenza-assenza che si forma nella immaginazione del pubblico. L’installazione colloca ai margini la struttura museale e architettonica della GAM occupandone gli ambienti con lo spazio immersivo delle cose e degli oggetti del personaggio a cui l’artista li riferisce.

Gregor Schneider ha sviluppato il canone delle sue opere in interventi architettonici e ambientali immersivi. Dalla fine degli anni ’90 ha messo in scena nei suoi interni domestici attraversabili dal pubblico la presenza e l’assenza dei possibili occupanti: tavole imbandite, stanze vuote, odori e rumori sembrano costantemente evocarli senza farli vedere. L’artista sovverte la demarcazione del confine tra spazio pubblico e privato. Allo stesso tempo, il suo lavoro intensifica la domanda sullo stato esistenziale dell’uomo nella società postmoderna e post-pandemica.

Il Main program

 Offre una selezione di progetti di artisti italiani, giovani, mid-career e affermati, attraversando più generazioni. Si va dalla giovanissima Beatrice Favaretto (Venezia, 1992) a Michelangelo Pistoletto (Biella, 1933) a Palazzo Boncompagni, passando per Annamaria Ajmone (Lodi, 1981) & Felicity Mangan (Geelong Australia, 1978) al Cimitero Monumentale della Certosa, Carola Bonfili (Roma, 1981) nel Rifugio antiaereo di Villa Revedin – Seminario Arcivescovile, Giorgio Andreotta Calò (Venezia, 1979) al LabOratorio degli Angeli, Matteo Nasini (Roma, 1976) in live streaming su Radioimmaginaria, Riccardo Baruzzi (Lugo, Ravenna, 1976) al Teatro Storico di Villa Aldrovandi-Mazzacorati, Chiara Camoni (Piacenza, 1974) a Palazzo Bentivoglio, Margherita Morgantin (Venezia, 1971) agli Orti Comunali – Boschetto Lungo Reno, Sabrina Mezzaqui (Bologna, 1964) all’Oratorio di San Filippo Neri, Alessandro Pessoli (Cervia, 1963) presso Alchemilla a Palazzo Vizzani, Stefano Arienti (Asola, Mantova, 1961), sostenuto da Arte Fiera-BolognaFiere, in Piazza Costituzione, Norma Jeane (Los Angeles, 1962) alle Serre dei Giardini Margherita. Unico main project dedicato a un artista storico è quello su Vincenzo Agnetti al Padiglione de l’Esprit Nouveau, con al centro la sua opera NEG sostenuto da Banca di Bologna.

ART CITY: Mappa stellare

Il programma istituzionale

 Dedicato completamente agli artisti italiani, è ospitato nei luoghi istituzionali dell’arte e della cultura (musei, teatri, chiese). Aldo Giannotti nella Sala delle Ciminiere del MAMbo, Direzione Generale Creatività Contemporanea, Ministero della Cultura; Helen Dowling a Villa delle Rose; Giorgio Morandi al Museo Morandi; Franco Vimercati a Casa Morandi; Maurizio Donzelli al Museo Civico Medievale; Flavio Favelli e Nanni Menetti alle Collezioni Comunali d’Arte, Cappella Farnese e bacheche comunali; Dario Bellini alle Collezioni Comunali d’Arte; Virginia Zanetti nelle sale espositive del secondo piano di Palazzo d’Accursio; Nino Migliori all’Archiginnasio e al Teatro Comunale di Bologna; Mimmo Paladino alla Biblioteca Salaborsa; Giulia Marchi alla Biblioteca Jorge Luis Borges; Giacomo Verde nella Cappella di Santa Maria dei Carcerati di Palazzo Re Enzo; Nicola Samorì a Palazzo Fava; Angelo Bellobono al Parco di Villa Ghigi; Simone Carraro presso Parco del Cavaticcio, Officina Artierranti e Opificio delle Acque; Matteo Nasini nello Spazio Arte di CUBO Unipol; TRAC – Tresoldi Academy nell’area Ex Mercatone Uno.

I progetti collettivi

 Tra i progetti collettivi: Contenere lo spazio nell’ambito del ciclo di focus espositivi RE-COLLECTING nella Project Room del MAMbo; la mostra degli artisti vincitori di Carapelli for Art – Premio Arti Visive. III Edizione al Museo internazionale e biblioteca della musica, che ospiterà inoltre nei propri spazi la mostra documentaria NO DAMS! 50 anni di Corso di Laurea in Discipline delle Arti, della Musica e dello Spettacolo; 141. Un secolo di disegno in Italia nella sede espositiva della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna; All Stars al mtn | museo temporaneo navile; Impronte. Giovani artisti in residenza – Open studio alla Raccolta Lercaro; Open-Close. Mostra dei Vincitori del Concorso Zucchelli 2021 presso Zu.Art giardino delle arti di Fondazione Zucchelli.

Nel palinsesto confluiranno come di consueto anche le mostre promosse dalle Gallerie d’arte Moderna e Contemporanea – Confcommercio Ascom Bologna e le altre iniziative allestite nelle più diverse tipologie di spazi pubblici, privati e indipendenti, che ogni anno punteggiano la città con i linguaggi del contemporaneo.

I luoghi

 ART CITY 2021 si prefigura come una vera e propria visita della città che non c’è attraverso i linguaggi contemporanei. Sedi inconsuete per l’arte pubbliche e private situate anche in luoghi periferici del territorio urbano. Un itinerario alla scoperta di luoghi poco conosciuti riportato in una mappa che sarà disponibile con la guida. Citiamo il Teatro Storico di Villa Aldrovandi-Mazzacurati, la Certosa, le serre dei Giardini Margherita, il Rifugi antiaereo di Villa Revedin, Il Seminario Arcivescovile, La Fondazione Massimo e Sonia Cirulli a S. Lazzaro. A questi si aggiungono gallerie, spazi espositivi no profit, Musei, l’ex GAM il Padiglione Espit Nuveau e altri.

La nuova immagine di ART CITY

La nuova identità visiva

 Il look completamente nuovo di ART CITY porta le forme di Filippo Tappi (direttore artistico) e di Marco Casella (visual e design). I due creativi hanno ripreso il personaggio originario di Peter Pan creato da J. Matthew Barrie (1902), un ibrido fra un essere umano e un uccello in perenne e immobile transizione di identità. Un altro riferimento della nuova immagine è il symbolon dell’antica Grecia, un mezzo di riconoscimento ottenuto spezzando in due parti un oggetto, per suggellare un accordo: una volta fatte ricombaciare le due metà i possessori erano certi della validità della transazione e della loro identità. A partire da queste suggestioni, l’idea grafica si basa sull’essere più cose contemporaneamente: se Bologna durante ART CITY si sdoppia e diventa epicentro dell’arte contemporanea, l’evoluzione della sua identità agisce e reagisce, con l’irreale che diventa parte integrante del reale. Gli elementi alla base del progetto visivo formano una costellazione di figure irreali che diventano simboli. Peter Pan e la stella sono due elementi fluidi e in continua evoluzione che potranno, anche in futuro, mutare forma.

ART CITY: la guida

Una nuova fruizione per il pubblico

Date le circostanze congiunturali, l’evento si rivolge a un pubblico di prossimità offrendo l’arte a chi quotidianamente vive e attraversa la città. Le visite rispetteranno rigorosamente le norme COvid ed è previsto un sistema centralizzato di prenotazione per riservarsi l’accesso alle diverse sedi del Main Program, osservando giornate e orari precisi di visita. Gli ingressi saranno contingentati in relazione alle dimensioni delle diverse sedi espositive. Prevista una partecipazione mirata, anche di una sola persona alla volta, per le performance. Una guida- libretto a cura di Lorenzo Balbi, Caterina Molteni e Sabrina Samorì appositamente predisposta accompagnerà nel percorso personale fra proposte del Main Program. Da conservare fino alla fine della manifestazione. Contiene testi critici sul Progetto speciale e il main projects e la descrizione degli spazi che ospitano le opere.

Il programma completo sarà pubblicato a ridosso dell’evento su artcity.bologna.it.

 

(v.g.)