Il Comune di Imola, insieme a quelli di Castel San Pietro Terme e di Medicina, con l’Anpi, ha ricordato il 12 aprile il 76esimo anniversario dell’eccidio di Pozzo Becca. La cerimonia si è svolta senza la presenza di pubblico, poiché le normative in vigore per il contrasto alla diffusione del Coronavirus impediscono l’organizzazione anche delle cerimonie a ricordo della Liberazione. Ma non certo di tenere viva la memoria. Il Comune infatti, insieme all’Anpi, vuole comunque tenere viva la memoria di quegli avvenimenti che fanno parte della storia della comunità.

Cosa accadde il 12 aprile 1945 – Il 12 aprile 1945, due giorni prima della Liberazione di Imola, la Brigata nera di Imola e un reparto delle SS prelevarono numerosi prigionieri dalle carceri della Rocca e ne uccisero 16 dopo averli a lungo torturati. I cadaveri furono gettati nel pozzo dello Stabilimento ortofrutticolo Becca, in via Vittorio Veneto. I resti delle vittime furono recuperati qualche giorno dopo la Liberazione di Imola. Questi i nomi delle vittime: Bernardo Baldazzi, Dante Bernardi, Gaetano Bersani, Duilio Broccoli, Antonio Cassani, Guido Facchini, Mario Felicori, Paolo Filippini, Cesare Gabusi, Secondo Grassi, Ciliante Martelli, Mario Martelli, Corrado Masina, Domenico Rivalta (il solo imolese del gruppo, poi decorato con la Medaglia d’oro al valor militare), Giovanni Roncarati, Augusto Ronzani.

La cerimonia odierna – I sindaci Marco Panieri (Imola), Fausto Tinti (Castel San Pietro Terme) e Matteo Montanari (Medicina) insieme al presidente Anpi Gabrio Salieri hanno deposto una corona alla lapide che ricorda le vittime dell’eccidio.

Subito dopo si è svolto l’intervento nell’ambito del progetto “Quando un posto diventa un luogo”, che continua con l’omaggio ai martiri di Pozzo Becca nella performance della classe 5ATT “Alberghetti” del professor Andrea Pagani con, in particolare, lo studente Filippo Faziani, che ha attaccato post it contenenti le riflessioni sull’episodio trasmesse in loco anche come messaggi vocali. Il progetto è stato realizzato con il sostegno del Comune di Imola e dell’Anpi.

“In quest’anno di pandemia – spiega l’ideatrice del lavoro di arte pubblica Annalisa Cattani – il progetto poteva sembrare impossibile ma il concetto di Resistenza passa anche attraverso una riflessione continua, responsabile di ciò che accade intorno a noi. Si tratterà dunque di una celebrazione da svolgersi sia online sia in presenza. La performance si è svolta per sineddoche, la parte per il tutto, con la presenza di uno studente in rappresentanza di tutta la classe, per lasciare una traccia dell’idea, un gesto, un materiale, un simbolo. Ma ciò che renderà viva sempre e comunque la presenza degli studenti saranno le loro voci che aleggeranno sui monumenti esprimendo concetti sviluppati in classe”.

Da parte sua, spiega il professor Pagani, “un anello fra passato e presente, fra giovani di oggi e giovani di ieri. Il progetto di recupero della memoria, attraverso monumenti storici del nostro territorio che ricordano le vicende della guerra partigiana e il sacrificio di giovani, realizzato con l’Amministrazione Comunale, i Musei Civici, l’Anpi e il Cidra e con gli studenti della 5att dell’Iti Alberghetti, ha rappresentato questo valore simbolico importante: stringere un legame fondamentale fra due modelli di vita, dal 2021 al 1943-45, a significare che l’impegno in nome dei valori di libertà e di coraggio non finisce mai di animare il cuore dei giovani”.