Bologna. Con Franco Grillini, politico di lungo corso e leader per anni dell’ArciGay ci siamo incontrati, rigorosamente da remoto per parlare di tagliatelle e di Bologna. Più che delle tagliatelle lui si occuperà di sfogline, perché  il Comune di Bologna intende aprire il percorso perché quel lavoro venga riconosciuto dall’Unesco come un patrimonio dell’Umanità.

“E’ il percorso che ha portato al riconoscimento del pizzaiolo (è il lavoro ad avere il riconoscimento, non il prodotto finale), non è una strada semplice e da Bologna abbiamo già deciso di allargare la platea alla Regione di chiedere il concorso ristoratori in questa complessa partita.”


Ci racconta che da tempo lavora perchè l’attività delle sfogline (e degli sfoglini, ora il mestiere vede la crescente presenza di uomini) fosse riconosciuta e valorizzata e che aveva presentato in Parlamento un progetto di legge analogo; “sarebbe paradossale chiedere all’Unesco di riconoscere il lavoro che invece l’Italia ignora, pur essendo più antico di ben 4 secoli. E ho anche chiesto che il gruppo di lavoro si faccia carico di una ricerca storica sull’argomento anche perché non mancano gli specialisti della materia.”

Ma è abbastanza naturale passare dalle tagliatelle al dibattito politico della città, dominato come sappiamo dal percorso per la scelta del candidato sindaco. Al momento il centro destra non pare molto attivo, al contrario il centrosinistra ed in particolare il Pd sembrano attraversate da mille fibrillazioni.

Come vedi la tua situazione dal tuo tranquillo osservatorio di pensionato con un lungo cursus honorum alle spalle?
“Non solo Bologna è ferma, lo stesso vale per altre città come Roma, Napoli Torino. E’ ben vero che si voterà a novembre ma orma siamo vicini (politicamente) a quella data, quando ci sarà un confronto serio con il centrodestra per la gestione di alcune delle principali città del paese. Comunque le candidature dovevano essere pronte e dobbiamo interrogarci sulle difficoltà che il centrosinistra sta incontrando per arrivare in tempi rapidi ad individuare i candidati (e possibilmente vincenti). La posta in gioco è molto alta, perché vedremo come il centrosinistra esce dall’esperienza del governo Draghi. Trovo quindi altamente irresponsabile che si continui con il balletto dei nomi, perché il solo risultato quello di rompere le scatole (o annoiare) gli elettori.”

Proprio mentre si conclude un percorso quello di Merola…
“… che ha lavorato bene e ha risolto i problemi che altre amministrazioni gli avevano lasciato in eredità. Quando il giornale della Confindustria promuove l’amministrazione della città rispetto ai temi più significativi ci si poteva aspettare un comportamento diverso dal partito di governo. Ci sono, purtroppo dinamiche interne che impediscono al partito di maggioranza relativa, il Pd, di individuare una figura capace di rappresentare l’insieme delle diverse istanze della città (E credo che sia un fatto molto grave)”.

(m.z.)