La riforma del sistema elettorale firmata nei giorni scorsi dal governatore repubblicano della Georgia Brian Kemp è, secondo il presidente Joe Biden, “un flagrante attacco alla Costituzione“. La nuova legge limita il diritto di voto aumentando i requisiti necessari per esercitarlo, in particolare quando si sceglie di esprimere il voto per posta, una possibilità particolarmente importante in occasione delle ultime presidenziali, quando per non rischiare in piena pandemia molti elettori hanno potuto restare a casa.

Biden ha paragonato la legge elettorale voluta dai repubblicani alle norme che alla fine dell’800 istituzionalizzarono la segregazione razziale, sottolineando che la riforma danneggia soprattutto gli afroamericani. “Tra le parti scandalose di questa nuova legge – ha osservato il presidente – ci sono la chiusura anticipata delle urne, che renderà impossibile esprimere il loro voto a molti lavoratori, ma anche il definire un reato quello di fornire acqua a chi aspetta in fila di votare dopo i loro turni. Le file, sono state create dai responsabili repubblicani che hanno ridotto i centri elettorali nello Stato, soprattutto nei quartieri a maggioranza nera” e l’ha paragonata alle cosiddette leggi “Jim Crow”, approvate dai singoli stati tra il 1877 e il 1964. Di fatto servirono a creare e mantenere la segregazione razziale in tutti i servizi pubblici, istituendo uno status definito di “separati ma uguali” per i neri americani e per i membri di altri gruppi razziali diversi dai bianchi.


La nuova legge inoltre limita anche l’uso delle buche delle lettere speciali che facilitano il voto.

I repubblicani controllano una trentina di parlamenti statali americani e in molti di questi si stanno esaminando riforme elettorali analoghe a quella della Georgia.

Kamala Harris ha dichiarato: “E’ un chiaro sforzo per limitare il potere degli elettori. Tutti i nostri sforzi dovrebbero essere nella direzione di rendere più facile l’esercizio di un diritto fondamentale, quale è il voto. Invece, la Georgia e molti altri stati stanno tentando di porre dei paletti. Chiamiamoli per quello che sono: un chiaro sforzo per limitare i diritti degli elettori e privarli di potere”.

“Puoi vincere sulla base delle tue idee e dei tuoi programmi o puoi vincere sopprimendo il voto”, ha detto un deputato democratico del Maryland, John Sarbanes.

L’ex presidente degli Stati Uniti, Donald Trump ha espresso soddisfazione, commentando la nuova controversa legge: “I Repubblicani hanno imparato dalla farsa delle elezioni presidenziali del 2020. Congratulazioni alla Georgia che ha modificato le proprie regole per gli elettori. Quello che è successo nel 2020 non potrà mai più accadere. Peccato che queste modifiche non siano state apportate prima”.

Votare negli Stati Uniti è sempre stato complesso, occorre dimostrare di averne diritto, contrariamente da quello che succede in Italia, dove ogni cittadino ha riconosciuto dalla legge questa facoltà.

Mettere ulteriori limiti può portare a gravi discriminazioni e a vittorie elettorali decisamente “zoppe”!

(Tiziano Conti)