Spett. redazione,
pareva l’ unica soluzione per ottimizzare il traffico e per ridurre i  numerosi (presunti) incidenti stradali denunciati dall’assessora Spada e invece si sta rivelando un progetto studiato ad hoc per creare il primo “imbuto urbano per il traffico imolese”: un grande e clamoroso flop sotto ogni profilo, da quello urbano fino a quello organizzativo, passando per quello igienico sanitario.

Qualche mese fa ci fu dipinto un progetto di trasformazione idilliaco, che avrebbe cambiato un tratto del viale D’Agostino rumoroso, pericoloso e buio in un piccolo gioiello urbano: illuminazione “a giorno” per far sì che i cittadini possano passeggiare sotto agli alberi anche di sera non solo d’estate, facilitare l’accesso ai negozi ed attività presenti con comodi parcheggi, servire il centro storico offrendo una pista ciclabile, ampliare il numero dei parcheggi e migliorare l’immagine della via con una segnaletica ottimizzata per evitare gli incidenti. I residenti – ci raccontarono – potranno uscire di casa comodamente senza auto parcheggiate sul lato abitato e senza dover aspettare a lungo le solite file continue di auto, specialmente nelle ore di punta.


Alla presentazione del progetto, con profusione di motivazioni geniali e “pseudo green”, come promessa finale alla nostra richiesta di una soluzione definitiva al rumore, l’assessora Spada si offrì di studiare, nel breve, una soluzione sostenibile per ridurre l’inquinamento acustico, che da sempre ossessiona gli abitanti del tratto Ospedale vecchio – Villa Clelia – Saffi di giorno e di notte, dove il muro di recinzione di fronte al lato abitato fa da amplificatore al rombo costante del traffico, rendendo difficile anche una semplice conversazione, fino a diventare insopportabile durante la bella stagione, quando si tengono le finestre aperte.

L’assessora Spada, durante un incontro con noi abitanti e rappresentanti della Lista civica Cappello, a seguito di una lettera scritta e firmata da esercenti e abitanti, di fronte alle nostre perplessità’ sui lavori e sui “sensibili miglioramenti che ne sarebbero conseguiti”, promise anche una soluzione sostenibile per contrastare il rumore che per gli abitanti di questo tratto di viale è oramai un’ossessione quotidiana.

A metà aprile, i lavori sono stati eseguiti al 60%; nel tratto tra Villa Clelia – Saffi fino a viale Amendola, il progetto si è già trasformato in un disastro.

Nonostante non siano ancora ultimati i lavori e manchino ancora – pare – due o tre ulteriori strettoie per completare il danno, il transito delle auto è doppiamente rallentato: il progetto di presunta viabilità fa acqua da tutte le parti: le carreggiate originali sono state quasi dimezzate, due autobus che si incrociano lasciano a malapena spazio di manovra a una bicicletta che transita e non ci sono ancora le auto parcheggiate sul lato del muro di recinzione del Lolli!

Con il parcheggio completato e occupato, il viale sembrerà davvero uno spettacolo claustrofobico, il (presunto) marciapiede sul lato abitato, in base a quanto disegnato a terra è quasi largo come una automobile. Ora lo stesso traffico, che prima scorreva su due carreggiate larghe, si trova imbottigliato in una sola carreggiata per ogni senso di marcia, a pochi metri dai semafori sia sul lato Amendola sia sul lato Villa Clelia – Saffi, creando un ingorgo difficile da gestire quando i semafori diventano rossi: il restringersi improvviso della carreggiata vicino al semaforo obbliga le auto a sterzare sulla destra in pochissimo spazio e le file si allungano. Perchè tutto questo? Per creare nuovi parcheggi per tutta la lunghezza del viale, che prima o poi diventeranno a pagamento?

Di fronte a via Sbarretti saranno costruite due piazzole e, evidentemente per aggiungere rumore al rumore, saranno creati degli speed-breakers sulle carreggiate da marciapiede a marciapiede, abbellite da lampeggiatori per evidenziare i passaggi pedonali. Stessa cosa di fronte alla farmacia dove, anzichè lasciar libera la mezzeria per accedere al piazzale, le auto dovranno fare la gincana per scansare la piazzola col lampeggiatore.

Il tutto in un tratto di strada di meno di 500 metri, che “grazie alla soluzione geniale” voluta da questa Amministrazione garantirà un ristagno di traffico doppio rispetto a prima, con un inevitabile incremento del livello di smog e di rumore.

Pensava veramente l’assessora Spada di poter dimezzare o razionalizzare il traffico di Viale D’Agostino e delle vie collegate alla circonvallazione, stringendo le carreggiate? Invece che deviare, ad esempio, il transito dei mezzi pesanti almeno nelle ore di punta?

Da decenni ormai aspettiamo una soluzione sostenibile al problema dell’inquinamento acustico, che al pari di quello atmosferico, sta diventando una vergogna per una città che il comune dice di voler portare verso il “green living”. Ci aspettavamo una soluzione efficace per risolvere il problema dell’inquinamento atmosferico: con questo nuovo assetto invece aumenterà.

Oggi non solo c’è lo stesso rumore di prima, la stessa quantità di automobili nelle ore di punta e un traffico costante e sostenuto anche in orario non di punta, ma con file ancora più lunghe e una difficoltà sia di entrata che d’uscita dalle abitazioni e dai negozi, trovandosi di fronte una colonna interminabile di automobili. Al momento sono rimaste cinque attività commerciali, un lustro fa erano nove, presto ne vedremo chiudere altre, trasformando un viale alberato in una suburbia come tante altre che si trovano nelle periferie delle grandi città, e poi parlano di “green living”.

(Lista civica Cappello)