E’ primavera; uno stormo di rondini è giunto a destinazione dopo il lungo volo migratorio. Alan, usignolo dal piumaggio sfavillante, sta ammirando incantato una splendida femmina che si appresta a prepararsi un nido. Sempre più estasiato dalla sua bellezza e dalla sua eleganza, Alan decide di richiamare l’attenzione del volatile migratore con il suo canto melodioso; questo sortisce subito l’effetto sperato: interrompendo il suo lavoro, la rondine spicca il volo e va a posarsi sul ramo accanto ad Alan.

“Sono Adele, lieta di conoscerti” si presenta la femmina.
Alan” risponde l’usignolo in modo imbarazzato; “Ho il nido qua vicino” continua poi prendendo coraggio.


La rondine, notando i vivaci e splendidi colori delle piume del grazioso Alan, gli chiede dove esattamente si trovi il suo nido e, successivamente, con velocità incredibile, ne predispone uno accanto.
Tra i due nasce un bel rapporto di vicinanza ed affetto: Alan e Adele trascorrono le calde giornate insieme, non separandosi mai, condividono il cibo, svolazzano per il bosco nella natura incontaminata; quando Alan canta l’amica ne rimane incantata e lui si riempie di stupore ammirando i volteggi in aria in cui lei si esibisce.

Un bel giorno, dopo essersi abbeverati ad uno specchio d’acqua fra gli alberi, i due vorrebbero giurarsi amore eterno, ma una è uccello migratore e l’altro stanziale; la stagione calda sta volgendo al termine e gli stormi di rondini stanno per ripartire. Alan vorrebbe seguire l’amata nel volo migratorio, ma non reggerebbe all’immane sforzo che questo comporta; d’altra parte Adele deve partire, per non dover affrontare una stagione fredda a cui non è avvezza.

Le rondini solcano il cielo verso le zone del mondo dove il clima si è fatto caldo, seguite da un usignolo che arranca nell’aria. Alan è allo stremo, anche se il viaggio è iniziato da poco; le sue piume hanno perso brillantezza e il suo respiro, che gli consente di solito quel canto melodioso, è più affannato che mai.

Adele, volgendo lo sguardo indietro per l’ennesima volta, al fine di tenerlo d’occhio, decide di raggiungerlo con un’inversione fulminea.
“Fermati Alan, – lo esorta – posati sul primo ramo che troviamo, recupera le forze e torna indietro. Non puoi seguirci, non ne sei in grado”.
Alan si arrende all’evidenza e, avvistato un albero, va a posarsi su uno dei suoi rami. I due si salutano, con la promessa di rivedersi la prossima stagione calda, e la rondine raggiunge lo stormo per proseguire la migrazione.

Alan cerca di riprendersi gradualmente per tornare in forza in vista del ritorno; nel mentre cerca di valutare quanto lontano da casa si sia spinto seguendo le rondini.

“In effetti ci siamo già spinti parecchio lontano, anche se in poco tempo” risuona una voce dall’alto. “Abbiamo raggiunto una zona climatica intermedia tra il luogo della nostra partenza e la nostra destinazione, potremmo provare a stabilirci qui! Che ne dici?” prosegue Adele, tornata indietro, posandosi sul ramo.
Alan è commosso: lui e la sua rondine potranno per sempre vivere insieme.

(Marco Martelli)