Non più di due settimane fa, su un social network tra i più popolari, un giovane e promettente analista politico ha posto una domanda secca, ma molto interessante, chiedendo agli utenti di citare i migliori amministratori italiani degli ultimi trent’anni.

Le risposte non si sono fatte attendere e la lista dei nomi è assai interessante, pur avendo presente che non si tratta di una rilevazione scientifica. Andiamo al punto, i nomi citati sono in larghissima parte afferenti al mondo del centrosinistra, principalmente primi cittadini di grandi o medie città, ma non mancano anche presidenti di regione o ex ministri della repubblica. Tra i sindaci di città settentrionali vengono citati i torinesi Castellani, Chiamparino e Fassino, i milanesi Sala, Pisapia e Albertini, il sindaco di Bergamo Gori, il trentino Dellai, il genovese Beppe Pericu per una decade sindaco della città della Lanterna, i veneti Cacciari, Variati e Zanonato e l’udinese Honsell.


Tra gli emiliano-romagnoli: l’attuale sindaco di Bologna Virginio Merola, i reggiani Delrio e Vecchi, il modenese Muzzarelli, il ravennate Michele de Pascale, il ferrarese Tagliani, il riminese Gnassi e l’ex pentastellato parmense Pizzarotti.

Scendendo lo Stivale vengono citati l’ex sindaco di Firenze Renzi e il pesarese Ceriscioli, per arrivare ai romani Veltroni, Rutelli e Walter Tocci, per otto anni vicesindaco della Capitale. Tra i sindaci del Sud e isole troviamo i campani Bassolino e De Luca, il barese nonché presidente di Anci Decaro, il reggino Italo Falcomatà e il cagliaritano Zedda. Passando ai presidenti di Regione, diffuso apprezzamento per Vendola, citati anche Bonaccini, il toscano Enrico Rossi, il veneto Zaia, l’altoatesino Luis Durnwalder e l’ex presidente del Friuli-Venezia Giulia Riccardo Illy.

Come potete vedere trattasi di una lista lunga e composita, ma ai più attenti osservatori non potrà essere saltato all’occhio un grande assente nel pantheon degli amministratori. Tra questi vi è un utente che con molto garbo ha chiesto “Vasco Errani non lo vedo citato, mi sono perso qualcosa?”. Ecco, me lo chiedo anche io “mi sono perso qualcosa?”, com’è possibile che nel pantheon degli amministratori degli ultimi trent’anni non riscuota apprezzamento un politico capace che ha guidato per 15 anni una delle Regioni più importanti d’Italia, raccogliendo larghi consensi e dimostrando riconosciute doti di tessitore politico? Difficile spiegarlo, a meno che non si voglia liquidare la parabola discendente di Vasco con la transeunte esperienza politica di Articolo 1.

(s.v.)