Bologna. Un referendum, in ogni caso, che ha visto la stragrande maggioranza dei presenti (vedi allegato) alle assemblee votare “Si” ed è certamente importante sottolineare subito che il sindacato ha fatto di tutto per arrivare ad incontri in presenza (anche se in alcuni casi ha dovuto utilizzare il voto da remoto).

Sindacato ovviamente soddisfatto perché questa votazione chiude formalmente la vertenza nazionale permette di passare alla fase delle vertenze aziendali che saranno molto importanti proprio per le novità introdotte dal contratto in materia di organizzazione del lavoro e riqualificazione del personale.


Non era affatto scontato un altro importante risultato, un contratto che per la grande maggioranza garantisce aumenti salariali a tre cifre (la media è di 112 euro). Un altro elemento importante il radicamento della cultura della sicurezza nelle aziende anche grazie ai protocolli sottoscritti dalle parti.

Ora inizia un percorso impegnativo che vede il il sindacato impegnato nella gestione dello smart working da un lato e della rivoluzione 4.0 dall’altro; ed è a partire da questa considerazione che viene ribadita con forza la richiesta di far proseguire il blocco dei licenziamenti.

Nel settore metalmeccanico, comunque, non si respira aria pesante, anzi le notizie riportano una fase di importanti investimenti, sostenuti dal finanziamento pubblico che garantiranno nuovi posti di lavoro ad alta qualificazione.

Si entra nella fase dei contratti aziendali e sarà importante capire quanto i sindacati e le Rsu riusciranno a ottenere in termini di controllo sull’organizzazione del lavoro.

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(m.z.)