Anno 1586, Piazza San Pietro, lavori in corso per l’ innalzamento del poderoso obelisco. Obiettivo complicato e rischioso: tutti vociavano consigli inutili (tradizione tutt’ ora in atto non solo a Roma); intanto i canapi fumavano per lo sforzo e l’ obelisco rimaneva pericolosamente inclinato.
L’ urlo solitario “Acqua alle corde”, anche passibile di papale capestro, risolse il problema e onorò per sempre l’urlatore.

C’è un’ analogia con i nostri giorni: in tema vaccini, scorrono fiumi di parole, pareri che si accavallano, versioni contrapposte, vaccini di ogni tipo nati e sperimentati sull’ onda tecnico-emotiva di una pandemia che appare inarrestabile, tifoserie pro e contro, con il risultato che si è creata un’ ansia da vaccinazione che nuoce alla credibilità e all’ andamento del processo di immunizzazione.

Siamo un popolo di Santi, Poeti e Navigatori; da un anno, anche di Virologi.

In aggiunta, l’UE ci ha messo del suo con una incerta contrattazione con le onnipotenti casa farmaceutiche che distribuiscono i vaccini con una periodicità che sembra poco ligia ai termini contrattuali.

Siamo Europei, siamo Europeisti, e vogliamo continuare ad essere sia l’ uno che l’ altro.
La vaccinazione è un dovere etico e morale: nessuno può sottrarsi a questo obbligo, salvo casi particolari,

Di conseguenza, occorre che coloro che hanno responsabilità scientifiche, tecniche e politiche dell’ intero processo in atto ascoltino, oltre ai dati epidemiologici, la crescente ironia e il pungente sarcasmo sul tema vaccini, allarme che va spento con parole chiare, univoche, informate e oneste.

Si colga l’ occasione per mettere mano al mai affrontato tema dei compiti concorrenti tra Stato e Regioni: il tira e molla al quale gli italiani assistono da tempo va risolto e in fretta, perché la riforma più urgente e attesa da anni è sapere con certezza chi fa cosa. Così difficile?

Chi ha svolto compiti di pubblico amministratore conosce bene quanto siano complessi i rapporti con il sistema commerciale e distributivo di ogni città, perché ogni comunità ha visioni diverse, ogni strada ha caratteristiche uniche, ogni giorno, il sistema distributivo cambia orientamento ed esigenza.

Le recenti proteste vissute nelle grandi città la dicono lunga sul disagio degli ambulanti e del commercio in generale.
Stesso stato d’ animo colpisce anche il settore della ristorazione.

Dal 7 aprile le scuole fino alla prima media hanno riaperto con grande soddisfazione dei bimbi e ragazzi, degli insegnanti, delle famiglie e di quanti forniscono i pasti.
E se venisse sperimentata una riapertura a mezzogiorno dei ristoranti e delle mense con l’ adozione di accorgimenti anticontagio, semmai più idonei ed efficaci?
E se i controlli venissero fatti senza il buonismo italico che va a scapito dei tanti gestori seri?

Contestualmente si potrebbe attivare un tavolo di verifica a livello regionale e nazionale per tenere monitorato l’andamento complessivo della prova. Proposta assurda? Può essere, ma lasciare marcire la tensione in atto può essere solo alimento per le frange più estreme, sempre pronte a cavalcare e alimentare il malcontento.

Tra due mesi inizia ufficialmente la stagione estiva: nelle località ad alta attrazione turistica del Sud Italia ci si vaccina per accogliere in sicurezza i turisti.

Anche l’ Emilia-Romagna è ad alta attrazione turistica e vacanziera.

(Vittorio Feliciani)