Dopo oltre due mesi dal suo avvio, si è conclusa giovedì 15 aprile, la consultazione certificata delle lavoratrici e dei lavoratori che hanno approvato a larga maggioranza l’ipotesi di accordo per il rinnovo del contratto nazionale sottoscritto da Fiom-Cgil, Fim-Cisl e Uilm-Uil e Federmeccanica e Assital il 5 febbraio scorso.

I dati snocciolati dalla Commissione elettorale nazionale hanno affermato che sono state svolte assemblee in 6.538 aziende in presenza e in remoto, nelle aziende più grandi queste assemblee sono state moltiplicate per reparto o per area produttiva, in migliaia di aziende le assemblee si sono svolte all’aperto nei piazzali delle aziende spesso sotto a dei gazebo fatti all’allestire per l’occorrenza, in tal modo da garantire anche in presenza sempre il distanziamento personale e la sicurezza di lavoratrici e lavoratori, tanto da far affermare a Francesca Re David leader della Fiom che i metalmeccanici hanno dato una straordinaria prova di democrazia in una fase del paese caratterizzata dagli effetti della pandemia e dalla crisi economica e sociale e un ringraziamento speciale è stato rivolto a tutte le delegate e ai delegati sindacali che hanno permesso come tale pratica della democrazia sia stata possibile esercitarla nei luoghi di lavoro anche in era Covid.


Le lavoratrici e i lavoratori che hanno partecipato e votato nelle assemblee sono stati il 63,61% degli aventi diritto, quasi bulgaro il consenso sull’accordo in quanto i favorevoli sono stati il 95,23% e i contrari il 4,77%.

Immediatamente dopo la diffusione ufficiale dei dati i leader sindacali confederali dei metalmeccanici incassato l’esito del voto e l’ampia partecipazione che sono frutto di un contratto che aumenta il salario reale, estende e qualifica i diritti e valorizza il lavoro e il ruolo svolto dai metalmeccanici durante la pandemia, hanno commentato guardando al futuro in quanto è necessario rilanciare il lavoro industriale, trovare soluzioni positive alle tante crisi aziendali e di settore, investire sulla ricerca e l’innovazione, riformare gli ammortizzatori sociali e difendere l’occupazione, sostenere i salari e i redditi delle famiglie e aprire una discussione con Governo e imprese su come utilizzare le ingenti risorse pubbliche derivanti dal Recovery Fund.

Terminata la partita sul contratto nazionale, i metalmeccanici vogliono partecipare a pieno titolo alla partita sulla post pandemia, una partita forse più importante del contratto e che non tarderà molto ad aprirsi.

Mentre erano in pieno corso le assemblee e la consultazione dei metalmeccanici, il 30 marzo i metalmeccanici della Igm in Germania raggiungevano un importante accordo sul rinnovo del loro contratto nazionale, una autentica innovazione la parte centrale  del loro accordo, in quanto gli importanti aumenti salariali ottenuti saranno versati in forma di “pagamento di trasformazione” in quanto aziende e lavoratori potranno decidere se metterlo in busta paga o convertirlo in meno ore di lavoro, si può veramente affermare come questa sia una avanzata strategia per ridurre senza perdita di salario l’orario di lavoro.

La Segretaria generale della Fiom-Cgil, Francesca Re David, ha così commentato l’esito del voto: “C’è stata un’ampia partecipazione al voto, con un consenso all’accordo sul Ccnl superiore al 95% che certifica l’apprezzamento da parte delle lavoratrici e dei lavoratori verso un’intesa che aumenta il salario e i minimi contrattuali, estende e qualifica i diritti, valorizza il lavoro industriale e il ruolo svolto dai metalmeccanici anche durante la pandemia. Ora è necessario rilanciare il lavoro industriale, trovare soluzioni positive alle tante crisi aziendali e di settore, utilizzare le ingenti risorse pubbliche messe a disposizione dal Recovery Fund per investire sull’innovazione e la ricerca, sulla transizione ecologica, per riformare gli ammortizzatori sociali e difendere l’occupazione, per sostenere i redditi dei lavoratori e delle loro famiglie. Su questi temi intendiamo sfidare il governo Draghi e le controparti datoriali per dare risposte concrete ai problemi dei lavoratori metalmeccanici e dell’insieme del paese.”

(Edgardo Farolfi)