L’8 marzo 2020 iniziava il lockdown che sarebbe durato fino al 19 maggio. Da allora i musei e i luoghi espositivi dell’arte sono rimasti chiusi al pubblico fino a oggi con qualche breve parentesi. Il Covid è divenuta così un’occasione per inventare nuove modalità di visita. Certamente lo è stato per il MamBO che ha concepito e sviluppato l’accesso virtuale alle sale del museo sperimentando nuove forme di comunicazione e nuovi linguaggi espressivi.

Il MamBO di Bologna

Dal 27 febbraio all’1 marzo 2020 è andata in onda una trasmissione sul canale Youtube del MamBO sull’installazione performativa Bonjour di Ragnar Kjartansson esposta nell’ambito della mostra temporanea AGAINandAGAINandAGAINand. Il successo riscontrato e le misure restrittive causate dalla pandemia hanno suggerito al museo il lancio dell’iniziativa 2 minuti di MAMbo. Si tratta di un format di engagement digitale per l’implementazione di nuovi contenuti video girati con lo smartphone, dentro il museo o da remoto, accompagnati dall’hashtag #smartMAMbo.

Dal 10 marzo al 30 luglio 2020 sono stati pubblicati sul canale YouTube MAMbo Channel (https://www.youtube.com/channel/UCif0fYzUrf9BLokyjkNmD1g) ogni giorno alle 15.00, 93 video brevi. Dal martedì alla domenica per evocare le giornate di apertura ordinaria del museo. I video sono in seguito stati rilanciati sui social, Facebook, Twitter, Instagram.

Le clip riguardano quattro ambiti tematici: la mostra temporanea AGAINandAGAINandAGAINand (purtroppo non più riaperta), che indagava il tema del loop, della ripetizione e della ciclicità nella contemporaneità attraverso le opere di sette tra i più noti artisti contemporanei (Ed Atkins, Luca Francesconi, Apostolos Georgiou, Ragnar Kjartansson, Susan Philipsz, Cally Spooner, Apichatpong Weerasethakul); la collezione permanente MAMbo; il Museo Morandi; il Dipartimento educativo MAMbo, realtà di eccellenza nel campo della mediazione e didattica dell’arte verso tipologie differenziate di pubblico che, in questa occasione, si è misurato con una nuova sfida di approccio alle opere. Ha così preso vita un racconto articolato in diversi appuntamenti affidati ognuno a una voce diversa. Curatori, artisti esposti nella collezione permanente e nella mostra temporanea, mediatori culturali ma non solo hanno sviluppato questo inedito racconto. Il web è divenuto lo spazio per presentare in un paio di minuti approfondimenti, commenti e curiosità su un tema o un’opera, o in ogni caso sull’offerta temporaneamente non fruibile negli spazi espositivi del museo. I video sono stati supportati dalla pubblicazione di ulteriori materiali e documenti. La playlist completa è visibile qui: bit.ly/2mindiMAMbo.

Tra le voci che hanno raccontato in video l’arte contemporanea nell’ambito della rubrica, in ordine cronologico di pubblicazione: Lorenzo Balbi, Claudia Losi, Luca Francesconi, Cesare Pietroiusti, Eugenio Riccòmini, Apostolos Georgiou, Giorgio Morandi (in una registrazione del 1955), Ed Atkins, Daniela Comani, Alessandro Bergonzoni, Ragnar Kjartansson, Andrea Lissoni, Renato Barilli, Cally Spooner, Ilaria Bonacossa, Massimo Recalcati, Sergio Lombardo, Mario Cucinella, Francesco Bonami, Flavio Favelli, Simone Menegoi, Francesco Vezzoli, Franco Guerzoni, Mario Airò, Franco Vaccari, Tacita Dean, Gianfranco Baruchello.

Lorenzo Balbi dialoga con Renato Barilli

Da settembre il format si è evoluto. I video si sono allungati e arricchiti di contenuti. Curatori, artisti, storici dell’arte indagano aspetti noti e meno noti della storia del MAMbo, della sua collezione permanente e del Museo Morandi, offrendo maggiori occasioni di approfondimento. I contenuti, più strutturati hanno accompagnato i periodi di apertura e chiusura al pubblico divenendo 2 minuti di MAMbo E x t e n d e d. Una nuova playlist con contenuti fruibili con maggiore tempo a disposizione e maggiore attenzione. Playlist completa: bit.ly/2mindiMAMboExt.

Finora sono stati pubblicati 16 contributi originali che hanno dato particolare spazio alla ricostruzione della storia del museo. L’Istituzione riflette su se stessa e la propria identità, affidandosi alle voci di chi, a partire dagli anni Settanta, ha contribuito alla sua nascita e al suo sviluppo, facendone un punto di riferimento nel panorama museale dell’arte contemporanea italiana.

“Il format 2minuti di MAMbo è stato una delle prime iniziative messe in campo dal MAMbo in risposta alla chiusura degli spazi espositivi e alla necessità per il museo di rimanere in contatto con il pubblico e, se possibile, di raggiungere nuovi utenti”, afferma Lorenzo Balbi, direttore artistico MAMbo.  Dopo circa cento video caricati e con il protrarsi delle misure restrittive abbiamo capito che era il momento per una ulteriore evoluzione e un rilancio: contenuti più approfonditi, più strutturati, estesi, che potessero servire a costruire una memoria collettiva sull’istituzione MAMbo, sul suo passato, sugli eventi e sui protagonisti della sua storia. Un archivio di voci e di esperienze che possano illustrare il percorso svolto in oltre 45 anni di attività e dare maggiore consapevolezza sulle scelte del presente e del futuro”.

Gianfranco Maraniello

Con Lorenzo Balbi dialogano direttori e curatori che si sono succeduti alla direzione del MamBO. Gianfranco Maraniello, primo direttore del MAMbo e dell’Istituzione Bologna Musei, che ha accompagnato il museo nel complesso passaggio dalla Galleria d’Arte Moderna di Bologna alla forma odierna e nel cambio sede. Andrea Viliani, oggi Curatore Responsabile del CRRI Centro di Ricerca del Castello di Rivoli, racconta i suoi anni come curatore della GAM e successivamente del MAMbo, con particolare attenzione al progetto Coming Soon MAMbo – Mostre + Museo: la rassegna si sviluppava tra le due sedi, aprendo una riflessione sulla natura stessa del museo e sulle condizioni storiche e politiche che hanno portato alla sua nascita.

Danilo Eccher, curatore e storico dell’arte, direttore della Galleria d’Arte Moderna di Bologna dal 1995 al 2000 ha raccontato anni cruciali, di eccellenza culturale, un periodo fondamentale per le istituzioni bolognesi, culminato nel 2000 con Bologna Capitale Europea della Cultura insieme ad Avignone, Bergen, Cracovia, Bruxelles, Helsinki, Praga, Reykjavik e Santiago de Compostela.  Dede Auregli, curatrice della Galleria d’Arte Moderna di Bologna dal 1982 al 2005, ideatrice del programma Spazio Aperto, progetto dedicato alla valorizzazione di giovani talenti artistici del territorio regionale che dal 1996 al 2006. Realizzò oltre quaranta mostre. Il ruolo fondamentale della mediazione museale emerge nel dialogo con Cristina Francucci dove si ripercorre la storia della nascita e sviluppo del Dipartimento educativo della GAM e oggi del MAMbo. Francucci è attualmente Direttrice dell’Accademia di Belle Arti di Bologna dove insegna Pedagogia e didattica dell’arte. Fabiola Naldi, curatrice, docente e storica dell’arte, membro del CdA dell’Istituzione Bologna Musei, si sofferma su una protagonista fondamentale della scena critica bolognese tra gli anni Settanta e Ottanta: Francesca Alinovi. Figura chiave per la storia della GAM e del MAMbo, che ha lasciato scritti e saggi pionieristici, soprattutto nel campo dell’arte urbana. Un personaggio importante per l’identità del museo Mili Romano, artista e docente di antropologia culturale presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna ripercorre  il contributo fondamentale dato da Roberto Daolio, scomparso nel 2013.

Renato Barilli, storico dell’arte, docente, critico, curatore, ricostruisce un altro passaggio storico importante, contiguo cronologicamente ai primi anni della Galleria d’Arte Moderna di Bologna nella sede nel quartiere fieristico: la Settimana Internazionale della Performance, prima edizione nel 1977. Barilli contestualizza il clima degli anni Settanta a Bologna e i momenti artistici che segnano il percorso che porterà allo svolgimento della manifestazione, a partire dalla mostra Gennaio 70 e dalla stessa costruzione e apertura della GAM nel 1975.

Lorenzo Sassoli de Bianchi​, imprenditore, mecenate, già presidente dell’Istituzione Galleria d’Arte Moderna di Bologna dal 1995, poi presidente dell’Istituzione Bologna Musei fino al 2016 fornisce un accurato resoconto di numerosi passaggi del percorso del museo. Si concentra sul ruolo di primo piano della collezione di opere di Giorgio Morandi che fanno parte del patrimonio dell’Istituzione e che oggi, insieme a comodati di collezionisti esterni, costituiscono la straordinaria raccolta del Museo Morandi.

Roberto Grandi

Roberto Grandi, attuale presidente del Consiglio d’Amministrazione dell’Istituzione Bologna Musei, si confronta con il museo rileggendone la storia attraverso la lente delle proprie esperienze personali e professionali, come docente universitario, assessore alla Cultura del Comune di Bologna, in relazione all’evoluzione del ricco panorama culturale bolognese.

La playlist include video che si soffermano sul patrimonio delle collezioni permanenti e su opere e artisti che ne fanno parte, come l’intervista di Davide Ferri a Paolo Icaro, il focus di Leonardo Regano su Concetto Pozzati, l’approfondimento di Fabio Belloni su Funerali di Togliatti di Renato Guttuso e diversi contributi a tema Giorgio Morandi offerti da Stefano Roffi, Lorenza Selleri e Francesca Ballarini.

 Il 21 aprile, l’archivio si è arricchito con la pubblicazione di un’intervista a Silvia Evangelisti, storica dell’arte, docente e direttrice artistica di Arte Fiera dal 2003 al 2012. Prossimamente l’uscita del video con Maura Pozzati, storica dell’arte, critica, docente, consigliere d’amministrazione della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna con delega alla cultura e membro del CdA dell’Istituzione Bologna Musei. Il video sarà sulla relazione che ha legato suo padre, Concetto Pozzati, alla GAM e al MAMbo.

(v.g.)