Faenza. Numerose le iniziative che si terranno in occasione del 76esimo anniversario della Liberazione. Si partirà venerdì 23 aprile, con il ricordo del capitano John Brunt (in streaming sulla pagina Facebook del Comune alle ore 21) a cura dello storico Enzo Casadio, mentre sabato 24 aprile sempre sulla pagina Facebook del Comune di Faenza verrà pubblicato un video sul Battaglione Ravenna e sulle figure di Bruno Neri e Vittorio Bellenghi (a cura dell’associazione Ca’ di Malanca).

Domenica 25 aprile, Festa della Liberazione, alle 9 la chiesa di S. Agostino ospiterà la messa in ricordo, celebrata da Mons. Mariano Pignatelli, mentre alle 10 ci sarà il consueto alzabandiera in memoria delle vittime della Resistenza presso il monumento di corso Baccarini, seguito dalla deposizione della corona ai Caduti sotto le note dell’inno italiano ed europeo, assieme all’intervento del sindaco Massimo Isola.

Sempre il 25 aprile l’associazione Ca’ di Malanca ha organizzato un collegamento che si aprirà alle 13.30 con il preludio musicale di Bellaciaotrio (Musica Resistente), seguito alle ore 14 dalla cerimonia dell’alzabandiera, assieme agli interventi di Niccolò Bosi (presidente del Consiglio comunale di Faenza), di Roberto Visani (presidente del Consiglio comunale di Imola) e di Franco Conti (associazione Ca’ di Malanca).

Cà Malanca

Dalle 14.30 alle 17.30 si terrà invece “Parole di Liberazione”, evento che prevede un’interazione attiva utilizzando slogan, parole, testi più o meno brevi sulla Liberazione e sulla Resistenza; per partecipare visitare il sito www.camalanca.it oppure contattare il 389.6136611. Per quanto riguarda l’ultimo appuntamento del 25 aprile, alle ore 20.45 il circolo Arci Prometeo ospiterà una diretta Facebook in cui si parlerà del ruolo delle donne nella Resistenza; modera la dottoressa Laura Orlandini, ricercatrice dell’Istituto storico della Resistenza e dell’Età contemporanea in Ravenna e provincia, autrice del volume “La democrazia delle donne. I gruppi di difesa della Donna nella costruzione della Repubblica (1943-1945)”.

(Annalaura Matatia)