Mens sana in corpore sano” impone una dose minima quotidiana di moto, che non vuol dire massacrarsi di esercizi ma almeno obbligarsi ad un minimo di “sedentarietà di movimento”, ad esempio fare a meno dell’ascensore a favore delle scale, camminare ad un buon passo ed usare spesso la bici evitando l’auto, perché stare in salute è un percorso che sempre più dipenderà dall’idea di benessere che ci saremo fatti, nel lavoro come in famiglia e nello sport o seguendo una dieta equilibrata, e che contribuirà in modo determinante ad aumentare ottimismo e qualità della nostra vita.

Mission questa di post pandemia che coniugherà longevità e buona salute partendo dallo scenario sulla vita umana (soprattutto delle donne) più lunga di tre mesi ogni anno, questo perché si mangia regolarmente, ci si cura al meglio grazie ai progressi della medicina e in generale si lavora in modo meno stressato, di conseguenza si sta meglio anche ad un’età avanzata, malgrado ciò possa comportare malattie particolari.


Una nuova massa di persone “over” affollerà perciò la nostra società e sempre più occorrerà dar loro una vita piacevole stimolando nuove proposte e motivazioni, non più quelle dei trentenni e cinquantenni, ma volte a infondere soprattutto ottimismo e speranza, che sono le essenze della vita; una nuova “forza lavoro” questa, che quando la vita era più breve non esisteva, che ha provocato nell’ultimo secolo una rivoluzione quantitativa e qualitativa di prestatori d’opera con uno spirito d’iniziativa non diverso da altre fasce d’età, grazie anche al maggior potere dovuto all’agiatezza economica a disposizione, che ha modificato la società a sua immagine e somiglianza.

Chi riuscirà perciò a tenersi sempre impegnato grazie ad una vita sociale intensa tanto con prestazioni di volontariato quanto grazie i piccoli lavoretti artigianali ed un minimo di lavoro intellettuale, aiuterà non solo la società ma anche se stesso allenandosi a ragionare e rafforzare la logica delle cose, al pari di chi riuscirà a leggere fermandosi ogni tanto per ripensare ad avvenimenti e personaggi, oppure di chi imparerà a suonare uno strumento o in alternativa ascolterà buona musica; capitolo a parte quello dell’imparare ad usare uno strumento tecnologico, pc tablet o smartphone, che impone la difficoltà di “addomesticare” schemi cognitivi (anche) semplici ma che inizialmente possono spaventare perché la mente non può essere sempre flessibile.

(Giuseppe Vassura)