Borgo Tossignano (BO). Un piccolissimo paese sulle colline imolesi, circa 270 mt sul livello del mare, abitato da 400 persone, ma che si popola in estate. Distrutto quasi interamente dall’ultima guerra, ricostruito dai superstiti con tenacia e convinzione, è Tossignano, frazione dal 1954 di Borgo Tossignano situato più in basso.

Tossignano (Foto Pro Loco)

E’ un paesino ricco di storia nato attorno al 700 dC, fu possedimento di molte casate nobili e di conquistatori, tanto per citarne solo alcune: dal conquistatore Alberico da Barbiano, agli Sforza, ai Borgia, passò poi alla Repubblica di Venezia, allo Stato Pontificio non necessariamente in linea diretta, e finalmente agli Alidosi, che tutti noi di questa zona emiliano romagnola conosciamo di più.

Riva di San Biagio vista da Tossignano (Foto Regione Emilia Romagna)

Non desideriamo fare una lezione di storia, ma semplicemente cercare di comprendere da chi gli attuali abitanti, potrebbero aver ereditato il carattere riservato, perseverante, intelligenza, forza di volontà e voglia di lavorare. Innamorati della loro terra. Uno di questi è Davide Sani.

Davide Sani

Ingegnere con laurea in telecomunicazioni, docente di Elettronica e Telecomunicazioni (Tlc) all’Istituto Alberghetti di Imola e di Informatica e Tlc all’Aldini Valeriani di Bologna. Non gli pesa l’andirivieni da Tossignano a Bologna, Imola e viceversa.

Ingegnere, professore, come devo chiamarla?
“Davide va benissimo, chieda pure.”

Davide, un ingegnere in Tlc, come si ritrova nei panni di insegnante soprattutto di adolescenti e giovani di oggi? Per quanto lei stesso sia ancora giovane (46 anni). E con i loro genitori?
“Benissimo. Mi trovo molto bene, sa io ho iniziato giovanissimo a insegnare facendo supplenze, conosco le virtù e le problematiche dei ragazzi, devo dire che mi ci ritrovo oggi come allora. Con gli studenti delle superiori si può avere un buon dialogo. Certo dipende anche da come ci si propone. Con i genitori vale lo stesso discorso, hanno più o meno l’età mia, sono rispettosi, ragionevoli, quindi ci si comprende, mai avuto nulla da ridire sui genitori delle mie classi.”

Lei ha svolto altre mansioni contemporaneamente, molto impegnative: responsabile di rete in un Istituto scolastico quale l’Aldini Valeriani di Bologna, e Amministratore di parte della rete informatica del Comune di Bologna fino al 2014. Mi parla un po’ di quegli anni?
“Ah sì. Sono stati anni molto belli, di cambiamento continuo. Le scuole Aldini erano allora comunali, passati allo Stato più avanti, si trovavano in zona Fiera. E’ cambiato il sistema di lavoro, oggi si sta molto più aggiornati. Però sono stati anni in cui mi sono anche divertito, il tanto lavoro non mi pesava. Stare con i ragazzi mi piaceva e mi piace.”

Davide lei deve avere un temperamento molto dinamico, mantiene attivo anche lo studio Open Multimedia di programmazione e servizio web per aziende fin dal 2003, rinnovato nel 2019. Ha clienti importanti, inoltre mi dice che trova il tempo anche per la musica. Le sue giornate devono essere perlomeno di 48 ore, diversamente da quelle dei comuni mortali che sono di 24. Mi spiega come fa?
“Si fa, si fa. Intanto il lavoro in questo anno e mezzo, è andato a rilento in tutti i settori, ora sembra in ripresa, ma le assicuro che con la buona volontà e un po’ di entusiasmo si affronta tutto. Si riesce a fare tutto ciò che piace, che ci soddisfa. In fondo la vita è tutto un impegno. Si fa, si fa”.

Parliamo un po’ di musica: Ha studiato musica o è autodidatta? E’ vera passione o si è avvicinato ad essa solo per curiosità o per merito di amici?
“In questa materia devo tutto a mio padre, è stato lui che mi ha stimolato a studiare musica, a me piaceva e l’ ho assecondato. Me la cavo con la chitarra, suonicchio le armoniche, ma trovo interessante il basso. In questo periodo collaboro con un cantautore di Castel S. Pietro Terme: Leandro Pallozzi, un duo (basso e voce) di cui faccio parte con Francesca Conti ed un trio semiserio jazz con Sebastiano Caroli e Alberto Landi.”

Vogliamo parlare anche di scrittura? (Formulo la domanda sottovoce, quasi con timore perché noto che è molto restio a parlare di sé ed inoltre la sua dinamicità traspare, non sta mai fermo, si alza va a prendere un maglione, eh già oggi la temperatura è piuttosto bassa. Però è molto gentile e torna sul pezzo).
“Ho pubblicato per ‘La macchina sognante’ il racconto che ha letto anche lei, parla di mio nonno. Altri racconti sono stati pubblicati in altre occasioni.”

Ho letto questo racconto e mi è piaciuto, è scarno, sintetico, senza sdolcinature, ha usato il linguaggio che probabilmente usava suo nonno. Da qui si evince che Davide Sani è anche scrittore ‘navigato’ comunque esperto di comunicativa.

Davide ha programmi già abbozzati per il futuro? Lavoro, musica scrittura.
“Il lavoro sempre. Vorrei portare avanti un progetto rivolto agli studenti, per coloro che meritano di accedere all’Università, vorrei potessero entrarvi senza problemi, trovandosi a loro agio, cosa che in questi ultimi due anni sarà difficile possa avvenire. La didattica a distanza va bene ma non sempre e non per tutte le materie. La musica, beh un po’ si suona sempre e se si potranno togliere queste chiusure dovute alla pandemia, potrà essere ancora più piacevole suonare anche in pubblico. La scrittura? Cercheremo di cogliere l’attimo.”

(Lina Cremonini)