Imola. Il 22 aprile, il consiglio comunale ha approvato l’ordine del giorno di Imola Coraggiosa per l’iscrizione del Comune di Imola all’Anagrafe Antifascista aperta a tutti coloro che si riconoscono nella “Carta di Stazzema”. L’Anagrafe Antifascista è un’iniziativa promossa dal Comune di Stazzema, sede del Parco nazionale della pace di Sant’Anna di Stazzema, luogo martire della violenza nazifascista, con l’intento di unire “tutti coloro che si sentono impegnati in difesa dei valori di libertà, democrazia, legalità”.

Eccidio di di Sant’Anna di Stazzema

Iscriversi significa “condividere, affermare, rivendicare i principi raccolti nella Carta, che sono alla base della nostra democrazia, della Costituzione Italiana, della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani”. I cittadini imolesi che vogliono iscriversi possono visitare il sito: https://anagrafeantifascista.it


Ma la discussione sul tema è stata rovente nonostante sia avvenuta verso la fine dei lavori. La consigliera di Fratelli d’Italia Maria Teresa Merli ha affermato, forniamo una sintesi del suo e di altri interventi, che “a Sant’Anna, che inizialmente era rimasta fuori da battaglie fra opposte fazioni, arrivarono verso la primavera del ’44 partigiani sbandati che pretesero viveri e perquisirono le abitazioni dei cittadini per prendere cibo e bevande. La storia di cui parlo è stata raccontata in un libro di Giorgio Pisanò. Verso la metà di maggio ’44, giunsero poi emissari comunisti che formarono di quegli sbandati una brigata rossa Garibaldi. A fine luglio i tedeschi e le SS decisero di eliminare i partigiani da quella zona. Le SS affissero un’ora prima della battaglia manifesti dicendo alla popolazione di sfollare, ma i partigiani li strapparono cercando di farli rimanere. Ai partigiani, faceva comodo che molte persone di Sant’Anna fossero massacrate. La strage di Sant’Anna fu solamente responsabilità di una formazione germanica e di partigiani rossi”.

Il capogruppo di Imola Coraggiosa Filippo Samachini riferisce che “durante il dibattito in aula la consigliera Maria Teresa Merli di Fratelli d’Italia ha affermato che ‘A Sant’Anna i partigiani provocarono coscientemente la rappresaglia tedesca, e tornarono a strage ultimata per rapinare i cadaveri delle vittime’ e poi ‘l’infamia di Sant’Anna di Stazzema ricade esclusivamente su una formazione germanica e sui partigiani’, citando tra le altre fonti Giorgio Pisanò, fascista, ex repubblichino, ex Msi e che nel 1991 fondatore del Movimento Politico Fascismo e Libertà – Partito Socialista Nazionale (MFL-PSN). Le parole della consigliera Merli sono inqualificabili, false e non sono degne di un’aula di un consiglio comunale tanto più di una città Medaglia d’Oro al Valor Militare per attività partigiana come Imola. Sostenere che la responsabilità della strage è dei partigiani è un tentativo di riscrivere la storia, per tentare di nascondere le responsabilità dei repubblichini e fascisti italiani alleati dei nazisti”.

“Ringrazio a nome del Partito democratico il consigliere Samachini per l’ordine del giorno presentato – dichiara la capogruppo del Pd  Francesca Degli Esposti -. L’antifascismo è un valore fondante della nostra Costituzione e un tema ancora oggi di grande attualità. Dispiace sentire in consiglio comunale chi ritiene che parlare di antifascismo non sia importante e dispiace ancor di più, alla vigilia del 25 aprile, come venga messa in discussione la storia di evento terribile come quello dell’eccidio di Sant’Anna di Stazzema. Le parole della consigliera Merli sono la dimostrazione che non possiamo e non dobbiamo smettere di ricordare i valori dell’antifascismo. Non possiamo permetterci di cancellare la realtà, gli insegnamenti del passato, i monumenti della storia e anzi è compito della politica e delle istituzioni realizzare una cultura educante per l’intera umanità, che non tagli le radici della nostra storia e quelle pagine terribili che non possiamo dimenticare”.

Durissima l’Anpi: “La consigliera Merli ha cercato di stravolgere la storia addossando ai partigiani la responsabilità della strage di Sant’Anna di Stazzema. Nel suo ignobile intervento è arrivata ad affermare che furono i partigiani a spingere i nazisti alla strage con le loro ‘provocazioni’. Addirittura secondo lei i partigiani tornarono dopo la strage per rapinare i cadaveri delle vittime! Non è possibile falsificare la storia nemmeno facendo riferimento al noto neofascista Giorgio Pisanò. Consigliamo la signora Merli a documentarsi un po’ meglio, magari consultando libri seri e imparziali come ‘Sant’Anna di Stazzema – Il processo, la storia, i documenti” di Marco De Paolis e Paolo Pezzino’. L’intervento antistorico e filonazista della consigliera piuttosto non fa che confermare l’impegno a mantenere viva la memoria della Resistenza, che fu guerra di Liberazione dalle violenze, dall’oppressione, dal razzismo dagli assassinii e dalle stragi perpetrate da fascisti e nazisti ed una lotta per la conquista di quella libertà e di quella democrazia di cui oggi gode la stessa Merli”.

Infine il sindaco e la giunta comunale “condannano duramente e con fermezza le affermazioni gravissime pronunciate dalla consigliera comunale di Fratelli d’Italia in consiglio comunale in occasione dell’adesione della Città di Imola all’Anagrafe virtuale antifascista di Stazzema (Carta di Stazzema). La consigliera comunale, con una ricostruzione dei fatti rabberciata quanto singolare e storicamente infondata, ha attribuito ai partigiani la responsabilità morale dell’eccidio di Sant’Anna di Stazzema che, con i suoi 560 civili massacrati, rappresenta una delle pagine più dolorose e drammatiche della storia d’Italia del ‘900. Abbiamo ascoltato frasi inaccettabili e vergognose, gravissime in ogni contesto e certamente, a maggior ragione, nella sede del consiglio comunale di Imola, Città medaglia d’oro al valor militare per attività partigiana”.

“Le dichiarazioni della consigliera Merli di Fratelli d’Italia, durante la seduta del Consiglio comunale di Imola giovedì scorso, sono gravi e inqualificabili perchè stravolgono la storia – si legge in un comunicato della Cgil di Imola -. Far passare i partigiani per istigatori e provocatori, colpevoli di aver spinto i nazisti e fascisti al massacro di Stazzema, è offensivo per tutti noi che oggi possiamo godere dei diritti e delle libertà sancite dalla nostra Costituzione, solo grazie alla lotta di chi si è ribellato al regime, mettendo a rischio la vita e quella delle proprie famiglie, spinti a combattere per ottenere libertà, giustizia sociale, democrazia. E’ nostro dovere ricordare, rispettare e diffondere i valori della Resistenza. Per questo saremo presenti alla commemorazione del 25 aprile davanti alla sede dell’Anpi di Imola e al Monumento del Partigiano, in viale Dante, e aderiamo all’iniziativa dell’Anpi nazionale ‘Le strade della liberazione’, per rendere omaggio, con un gesto simbolico, a chi ha sacrificato la propria vita per la libertà, alle ore 16 del 25 aprile, lasciando un fiore sotto le targhe delle vie e delle piazze dedicate ad antifascisti/e e partigiani/e”.