Bologna. Ci siamo rivolti ad un filosofo per risolvere una strana contraddizione: per individuare il candidato sindaco della città per il Centrosinistra si faranno le primarie di coalizione, ma al momento questo tassello ancora manca.

Bonaga, come risolvere questo problema?
“Riconoscere che non è risolvibile:”


Ma le primarie sono anche un momento di forte partecipazione.
“E’ vero ma per essere un vero presame dovrebbero durare dei mesi, coinvolgere i cittadini e sfogliare tutti i petali del fiore per arrivare ad individuare i migliori concorrenti. Se diventano un percorso di poche settimane si arriva all’appuntamento con gli schieramenti già fatti.”

In ogni caso, c’è un elemento di novità, sarà della partita anche la sindaca di San Lazzaro, Conti.
“E qui si apre un vero problema e per parlarne faccio una breve premesso. Ho avuto modo di conoscere la sindaca, ne ho tratto una buona impressione, leggo sui giornali che i suoi elettori ne parlano bene. Ma il punto è un altro. Lei arriva da Italia Viva e il suo leader, Matteo Renzi, sembra esserci specializzato in  tutte le forme di rottamazione. Mi sorprende vedere quanta capacità abbia ancora di condizionale il percorso politico del Pd bolognese (in altre grandi città è molto più marginale). Quindi se la sindaca Conti si vuole presentare alle primarie del centrosinistra deve sottoscrivere un documento di condivisione dei principi comuni ai partecipanti e solo allora potrà fare la sua parte.”

In verità ci sarebbe anche un altro problema: sta diventando una regola chiedere di abbandonare il ruolo per il quale si è stati eletti per raggiungerne un altro
“Questo è un malcostume da superare quanto prima.”

(m.z.)