Imola. Per il secondo anno consecutivo non sarà possibile celebrare il Primo Maggio in piazza come consuetudine. A causa del protrarsi dell’emergenza sanitaria. Cgil, Cisl e Uil territoriali hanno deciso di organizzare un presidio in centro a Imola, in via Emilia (davanti a piazza Matteotti) dalle 9 alle 12, con una partecipazione contingentata, iniziativa che sarà condivisa sui canali social dei tre sindacati confederali.
Una presenza simbolica per lanciare il messaggio di questo Primo Maggio, “L’Italia si cura con il lavoro”, per ribadire unitariamente il valore della centralità del lavoro, per ricostruire su basi nuove il nostro Paese ed affrontare con equità e solidarietà le gravi conseguenze economiche e sociali della pandemia, ripartendo nel segno dell’unità, della responsabilità e della coesione sociale.


“Il lavoro, in sicurezza, la dignità e i diritti dei lavoratori e delle lavoratrici devono essere difesi, e questo deve essere un obiettivo prioritario per dare una prospettiva al Paese – afferma Mirella Collina, segretaria generale della Cgil di Imola –. Non si affronta e non si esce da simile crisi pensando di licenziare, sfruttare o sottopagare chi lavora. Non sarà possibile, ma avremmo voluto essere in piazza per trasmettere e sentire il senso di unità, solidarietà e coesione sociale di cui abbiamo bisogno. Ma le rivendicazioni e i valori a difesa delle lavoratrici e dei lavoratori guidano le nostre azioni quotidiane”.
“Ribadiamo con forza che occorre ripartire, ma è necessario farlo in sicurezza – sottolinea Enrico Bassani, segretario generale della Cisl Area metropolitana bolognese –. Così come è necessario un patto sociale per rilanciare complessivamente il Paese, attraverso investimenti che creino un’occupazione, basata su equità e solidarietà, e provvedimenti incisivi su innovazione e ricerca, riforme del fisco e pensioni, scuola e pubblica amministrazione, sanità territoriale, politica industriale ed infrastrutture”.
“Il lavoro, insieme ai vaccini, è la sola cosa che può risollevare le sorti del nostro Paese – conclude Giuseppe Rago, coordinatore della Uil di Imola –. Possiamo ricostruire solo attraverso il lavoro, come avvenuto nel dopoguerra. Non è possibile pensare che le persone possano andare avanti con sussidi e ristori. Per questo motivo questo Primo Maggio assume un valore ancora pregnante, anche per ringraziare ancora una volta tutti i lavoratori che non hanno mai smesso di lavorare per il bene della collettività».