Imola. Dall’apertura della bottiglieria nel 1992 in via Andrea Costa sono passati quasi 30 anni; e tanta è la strada percorsa da Imola Bevande, azienda fortemente radicata sul territorio e oggi pronta ad affrontare nuove sfide.

Fornitore e anche consulente per gli operatori del mondo della ristorazione, con un ampio assortimento di bevande (oltre 3mila referenze gestite) che include anche le tendenze del momento, e nel quale spiccano birre (con un’attenzione particolare alle specialità e alle artigianali), una vasta selezione di gin e distillati nazionali ed esteri, ma anche di vini (inclusi quelli biologici e biodinamici), acque minerali, bibite, sodati e succhi di frutta; Imola Bevande continua a crescere, con uno sguardo costantemente rivolto all’innovazione.

Luca e Giuseppe Sgalaberni, dirigenti di Imola Bevande

A testimoniarlo, il recente processo di digitalizzazione che le consente di gestire le attività del magazzino in maniera completamente automatizzata, riuscendo a garantire la tracciabilità dei prodotti. Se la trasformazione digitale è uno degli ultimi passi innovativi, quella green invece è cominciata diversi anni fa, quando l’azienda ha investito per l’autoproduzione di energia per il proprio magazzino, installando una copertura di pannelli fotovoltaici di quasi 450 mq2 che assicurano 76mila kWh all’anno, ovvero circa l’80% di approvvigionamento energetico alla struttura.

Oggi l’impegno per la sostenibilità prosegue con il rinnovo del parco automezzi (che ogni anno percorrono circa 500mila km al servizio dei clienti), inserendo veicoli a metano per ridurre l’impatto sull’ambiente, e si concretizza anche con la ricerca e l’innovazione: lo dimostra l’impegno per la realizzazione di un nuovo pack riciclabile, attraverso la collaborazione con Acquainbrick, e anche nella scelta di partner che fanno ricorso, ad esempio, a confezioni in RPET, il PET riciclato che sempre più aziende stanno scegliendo, a partire dai grandi player come San Benedetto e Sanpellegrino.

“Nell’ultimo anno – afferma Giuseppe Sgalaberni, Amministratore di Imola Bevande – siamo stati vicini ai nostri clienti per aiutarli a far fronte agli effetti di questo difficile periodo. Noi per primi, insieme con loro, ci siamo interrogati su come rispondere alle mutate abitudini di consumo, a seguito di questi mesi di limitazioni. I menù e le schede sono diventati digitali, il servizio è ancora più puntuale e interpretiamo insieme a loro l’esigenza di una nuova convivialità che si sta diffondendo. Gli obiettivi aziendali non sono mutati e non sono stati ridimensionati: dopo anni di crescita costante, superata questa fase riprendiamo il nostro cammino da dove eravamo rimasti, proponendoci un’ulteriore crescita dell’azienda. Per fare questo abbiamo voluto presentarci con una nuova immagine, moderna e fresca, che ci permette di mostrare ancora meglio la nostra esperienza e la conoscenza del settore. Tutte risorse che mettiamo al servizio del cliente, per il quale il nostro principio è ‘Avvicina l’eccellenza’: ossia la selezione dei migliori produttori accompagnata da un servizio che vuole essere impeccabile e dare quel qualcosa in più…che abbiamo tradotto nel nostro nuovo nome, Drinnk, con una doppia ‘N’, che vuole rappresentare proprio il nostro valore aggiunto”.

L’azienda, insomma, non è stata con le mani in mano in questi lunghi mesi di emergenza sanitaria che hanno messo a dura prova esercizi pubblici, ristoranti e strutture ricettive, ed ha colto l’opportunità di rafforzare il proprio business anche con nuovi investimenti. La presenza di Drinnk sarà ancora più capillare in tutta la Romagna e nell’area metropolitana di Bologna, che rappresentano il suo bacino di riferimento, grazie ad una rete commerciale che si è potenziata proprio tra il 2020 e il 2021 con tre nuovi agenti.