Bologna. Se rapportato al territorio regionale l’accordo fra l’amerina Silk e la cinese Faw per costruire, a Reggio Emilia la fabbrica per le auto elettriche di alta gamma è di dimensioni straordinarie. Ricordiamo brevemente gli elementi salienti: un investimento da 1 miliardo di Euro per vedere all’opera nello stabilimento 1000 dipendenti, senza contare l’indotto che inevitabilmente verrà messo in moto da questa operazione.

Ed è per questo che abbiamo voluto raccogliere subito anche un’opinione sindacale, quella di Samuele Lodi, segretario regionale della Fiom.
“E’ chiaro che per un evento di questa portata c’è grande interesse in tutto il sindacato, a partire dalla Cgil e ovviamente da parte della Fiom. Si tratta di un investimento senza precedenti ed è importante che sia sulla lunghezza d’onda della mobilità sostenibile e delle auto elettriche. Stiamo inoltre parlando di un territorio contiguo a quella che chiamiamo Motor Valley, e questo fatto accentua il nostro interesse.”

Avete avuto occasione di avere primi contatti con la società?
“Al momento non ci sono ancora stati contatti formali, ma certamente ci saranno anche perché, pur in presenza di un’azienda che va alla caccia di alti profili professionali è prevedibile l’assunzione di molti operai. Da quel momento desideriamo essere coinvolti, come avviene in tutti gli altri stabilimenti metalmeccanici. Mi  piace ricordare che l’Emilia Romagna ha un alto tasso di sindacalizzazione e che la Fiom è presente in maniera significativa. Aggiungo poi che parlando di mobilità sostenibile ci sono altre partite in corso, ad esempio l’idrogeno e per noi è anche l’occasione per rilanciare un discorso di mobilità sostenibile che coinvolga il trasporto pubblico. Nella nostra regione c’è la principale azienda per la produzione di autobus e siamo molto attenti allo sviluppo delle nuove tecnologie.”

Quali dunque i vostri primi passi?
“Questa operazione coinvolge almeno tre attori, l’azienda, la Regione e il sindacato e mi permetto di aggiungere che è una straordinaria occasione anche per il nostro sistema formativo e l’Università. Insomma un’offerta da non perdere anche con l’occhio al Pnnr.”

(m.z.)