La vicenda della pandemia Covid, come del resto tutte le catastrofi sia naturali che quelle provocate dall’uomo, ha messo in vivace risalto i punti deboli di ogni equilibrio, di qualsiasi sistema economico o politico. In controparte, inevitabile, tutto ciò che “prima” funzionava bene o abbastanza bene ha ottenuto il proprio momento di gloria. In fondo, ma poi non tanto, una buona parte di noi umani si è resa conto, forzatamente, della presenza del superfluo, del velleitario, dell’inutile: costumi, oggetti e abitudini hanno messo in evidenza il loro vero valore.

Ma la vera ciliegia sulla torta, ancora una volta, sta nel dover constatare che chi prima stava male ora sta peggio e chi, al contrario, se la passava bene ora sta meglio.

Da un po’ di tempo attendevo il segnale del possibile stop all’esistenza dei brevetti delle case farmaceutiche e mi meravigliavo che non vi fosse traccia (almeno nella stampa e nell’informazione in generale) di una nota al riguardo, di una segnalazione di opportunità. Non sarebbe risultato fuori posto un intervento delle forze politiche, di ogni colore, circa la possibile sospensione dei brevetti riguardo i vaccini invece di correre all’unisono in direzione di ogni forma di possibile fornitura …

La pandemia, a livello mondiale, sta evidenziando in modo drammatico, l’estrema necessità della produzione dei vaccini, la loro distribuzione e commercializzazione possibilmente a costo zero per l’utenza o, al meno peggio, ad un prezzo accessibile ai più. Non più tardi di qualche settimana fa, in calce a una delle tante vicende legate alla richiesta e alla contrattazione di dosi da parte dell’Unione Europea al fornitore di turno, ho letto che i circa sette euro a fiala, dalle nostre parti, potevano raggiungere un valore tre o quattro volte tanto in quasi tutti il territorio africano.

Occorreva che il novello Presidente Usa, diametralmente opposto al suo precursore, si levasse in piedi e ipotizzasse la possibilità di sospensione dei brevetti riguardanti i vaccini covid perché anche la vecchia Europa si facesse coraggio e si unisse alla cordata. L’unico strumento al momento veramente efficace nella lotta alla pandemia deve essere sottratto al facile guadagno realizzabile dal poter disporre l’unicità della produzione. Forse il Presidente Biden si è reso conto che quello che sta accadendo in India, generalizzando nell’Asia sud-orientale e in Brasile potrebbe (se già non l’ha fatto) creare pericolosi disequilibri riguardo l’assetto economico mondiale e ha pensato bene di liberalizzare la produzione dell’antidoto per antonomasia.

Ovviamente, le case farmaceutiche, si sono dette sorprese dall’iniziativa (al momento in fase di proposta e studio) e si sono viste sottrarre un ricco piatto che mostrava di potersi arricchire ogni giorno di più: riusciranno a sopravvivere, statene certi.

(Mauro Magnani)