Imola. Trovata l’unanimità di consensi sul merito e il placet più che convinto della Regione Emilia-Romagna con l’assessore Raffaele Donini, il completamento del progetto di metamorfosi giuridica del Montecatone Rehabilitation Institute (da società privata di diritto pubblico a istituto pubblico) passa ora attraverso alcuni passaggi fondamentali di natura legislativo-amministrativa. Non c’è un minuto da perdere: l’obiettivo tenacemente perseguito dal direttore generale Mario Tubertini, che ha quale punto d’arrivo l’integrazione con l’IRCCS delle Neuroscienze di Bologna, non è più, infatti, una questione di “se” ma di “quando”. E il quando, ora che le opportunità offerte dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza sono alle porte, è fondamentale per non perdere un treno che difficilmente ripasserà.

Che si debba fare in fretta, entro il 2021, ne sono convinti – e lo hanno ribadito a diverso titolo a Montecatone durante la visita del rettore dell’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna, Francesco Ubertini – lo stesso accademico, il prorettore dell’ateneo felsineo, Antonio Rotolo, il direttore generale dell’Ausl di Bologna, Paolo Bordon, il suo omologo in Ausl Imola, Andrea Rossi – che rappresenta l’azionista di maggioranza dell’ospedale – e il direttore scientifico dell’Irccs Bellaria, Raffaele Lodi, neoeletto presidente della Rete Nazionale di Neuroscienze e Neuroriabilitazione del Ministero della Salute. Una convinzione sostenuta anche dalla evidente progressione negli ultimi due anni delle attività di ricerca al Montecatone RI riassunte dalla puntuale relazione della responsabile Laura Calzà.

Proprio Bordon, che ha parlato di “opportunità storica”, ha offerto uno spunto fortemente operativo chiarendo che “una collaborazione sempre più spinta a livello istituzionale tra Montecatone e Bellaria è un passo in avanti che farà bene a entrambe le parti. Nel concreto – ha detto – significa mettere insieme ricercatori e professionisti in un dipartimento interaziendale, primo passo di un naturale infittimento dei rapporti mirato a elevare le competenze di Montecatone nella ricerca per farlo entrare a pieno titolo nell’ambito degli Irccs nazionali». In piena sintonia Andrea Rossi che ha parlato di partnership da attuare quanto prima tramite «progressiva strutturazione delle collaborazioni». Secondo Raffaele Lodi unire competenze così importanti in ambito neurologico e riabilitativo offrirebbe prospettive di crescita maggiori di quelle attuali, “in Italia – ha detto – un binomio con tali specificità e peculiarità non esiste”.

Il contributo dell’Università a questo processo sta nell’apporto di know-how: “In questi anni – ha detto Ubertini – Montecatone è cresciuto sensibilmente, è una struttura unica che si complementa molto bene con gli Irccs. Nella prospettiva più a breve termine vi sono alcuni ambiti, penso a quello preclinico, della genetica e ingegneristico, soprattutto robotica e sensoristica, che potrebbero rappresentare la prossima frontiera di collaborazione per arricchire la partnership storica che abbiamo in ambito didattico con il Montecatone RI”. Un arricchimento in qualche modo esportabile visto che, secondo Rotolo, il posizionamento di Montecatone è internazionale “sia dal punto di vista infrastrutturale sia della qualità dei professionisti che operano al suo interno”.