Imola. A volte – questa – la realtà supera di molto la fantasia e torna alla ribalta una storia alquanto singolare. La notizia riportata dal Corriere della Sera nella cronaca locale di Bologna riaccende i riflettori su un “cortocircuito” che il nostro giornale aveva già evidenziato 2 anni fa. Il collega si chiede come sia possibile che una società pubblica al 100% – Formula Imola – possa essere multata dallo stesso Comune di Imola che ne è proprietario di maggioranza – oltre a essere proprietario del circuito stesso – possedendo il 65% delle quote del Con.Ami, il consorzio che ha in pancia la società che gestisce il circuito.

Eh già, è una bella domanda alla quale ha cercato di rispondere l’assessora imolese all’autodromo Elena Penazzi. Con scarso successo, va detto. “Sì, può sembrare un corto circuito – osserva l’assessore Penazzi – ma ci relazioniamo in modo corretto e faremo ciò che va fatto: se le sanzioni sono da pagare, vanno pagate”. Cara assessora Penazzi, pagate da chi? Dai cittadini di Imola e da quelli dei 22 comuni consorziati? Non le pare che qualcosa non funzioni?

La scena sotto gli occhi pare la seguente: i vigili urbani del comune di Imola sanzionano Formula Imola perché durante le attività motoristiche in autodromo non ha rispettato i livelli massimi di inquinamento acustico. I fischietti pertanto staccano più di 100 multe negli ultimi 3 anni per un valore di quasi 80 mila euro e recapitano i verbali a Formula Imola. Il comune si trova conseguentemente nella situazione di multare se stesso e, evidentemente, pare non trovarsi d’accordo con chi quelle multe ha staccato. Pertanto che fa? Assume una delibera per la ricerca di un avvocato che lo tuteli o quantomeno lo aiuti con delle consulenze sul rumore dell’autodromo. Ispra o il Ministero dell’Ambiente lo farebbero gratis, basterebbe chiederglielo. Sembra incredibile!

Ma non è tutto. Il Comune di Imola, come abbiamo detto, sta cercando degli avvocati per tutelarsi riguardo alla rumorosità che emette l’autodromo quando Formula Imola paga già fior di quattrini pubblici (quasi 90.000 euro impegnati nel 2020) per lo stesso motivo. Fateci capire. Ora il comune di Imola incaricherà uno o più avvocati che poi dovranno confrontarsi con quelli di Formula Imola – se non saranno gli stessi ma qui nemmeno chi scrive può pensare si arrivi a tanto (o forse sì?) – per gestire la problematica del rumore? Che faranno poi se non si troveranno d’accordo, si sfideranno in tribunale gli uni contro gli uni (gli altri in questa vicenda mancano). Sì perché se alla fine si arriverà alle carte bollate da una parte si troverà Formula Imola con i suoi avvocati e dall’altra il comune di Imola con i suoi legali. Perdonate, vi pare una situazione normale?

Scusate cari amministratori pubblici non si fa prima a rispettare le leggi e ad evitare così le multe? Che bisogno c’è di assurgere alle cronache poco onorevoli con questo intreccio di consulenze legali e sanzioni quando per evitare di essere multati dai vostri vigili urbani è sufficiente un silenziatore ad una marmitta? E, va detto, con buona pace anche della qualità della vita dei cittadini.

(Verner Moreno)