Lido Adriano (RA). E… basta, siamo arrivati. Infatti è lui, Alessandro che vogliamo farvi conoscere mentre ci ospita nel bellissimo Bagno, il n° 222 sito a Lido Adriano. Una costruzione nuova, tutta in legno con vetrate intorno che si aprono e si chiudono a libro così che ci si trova al chiuso se fa fresco, all’aria aperta se è buona stagione. Ottimo bar e ottimo ristorante con Lia grande chef in cucina, accoglienza amichevole, simpatica, personale di servizio educato, partecipe e gentile. Cerchiamo di sapere qualcosa di più su di lui, potrebbe essere interessante.

Alessandro e Lia

Buongiorno Alessandro, tu non sei romagnolo, mi racconti quando e come sei capitato qui?
“Sono milanese e precisamente di Melegnano, qui ci sono arrivato nel 1999. E’ una lunga storia la mia, vissuta, sofferta e attualmente, per fortuna serena, nonostante tutti gli intoppi sul lavoro, la recente pandemia, la stagione mai perfetta e ben altro. La mia vicenda praticamente inizia in un villaggio turistico in Sardegna, dove facevo l’animatore e mi occupavo della squadra giovanile dello Junior Club. Un giorno inventandomi qualcosa per i ragazzi, li accompagnai alla scuola di windsurf e frequentandola con loro, conobbi Dalia, campionessa di questo sport e istruttrice appunto nella scuola. Ci siamo conosciuti ed è iniziata la nostra storia, io non sapevo stare sulla tavola da surf ed è stata lei a insegnarmi tutto, tanto, che me ne sono innamorato e quando il mare lo consente, mi ci diverto. Il surf non è solo uno sport, è uno stile di vita, lo senti dentro, fa sorgere la vera passione.
Con Dalia abbiamo fatto ancora un anno di animazione insieme in Sicilia, poi abbiamo deciso di comperare un bagno, tutto poteva andare bene, purché potessimo pagarlo. Dalia, romagnola, trovò questo Bagno Caesar, che era in condizioni pietose, fatiscente, ma andava bene per le nostre magre finanze. Ci armammo di buona volontà e fin da subito cercammo di dare un aspetto almeno un pochino più confortevole, con umiltà e allegria, a ciò che avevamo comprato. Cosi cominciarono ad arrivare più clienti. Molte famiglie con bambini e giovani. Non eravamo attrezzati per fare ristorazione, ma a volte la domenica facevo qualche grigliata di salsiccia e piadina”.

Quindi ti piaceva stare al Lido Adriano.
“Si mi piaceva e mi piace oggi ancora di più, Lido Adriano ha passato brutti momenti, ma oggi si distingue per la sicurezza del soggiorno. Nel nostro piccolo anche noi abbiamo contribuito a questo, con i miei colleghi naturalmente, lavorando sodo e con onestà. Durante la stagione estiva, si lavora tutta la settimana non solo il sabato e la domenica. Partendo dal 2000 molti che allora erano bambini, ora cresciuti, hanno famiglia con bambini e sono rimasti sempre qui. Lido Adriano è un bacino di utenza molto grande, qui vi si pratica un turismo italiano-europeo. Un impegno gravoso è la ricerca del personale, ai colloqui ad esempio, cerco sempre di capire se l’aspirante può offrire, oltre alle capacità lavorative, anche cortesia, educazione, soprattutto verso bambini e anziani. E’ una regola primaria”.

Sei molto ben attrezzato per i piccoli, ogni anno vediamo giochi nuovi.
“E’ vero, cerchiamo di fare del nostro meglio per far divertire i bambini e alleggerire il lavoro a papà e mamme, in modo che Lido Adriano sia ricordato come una vera vacanza. Il Bagno Caesar è ben frequentato anche per merito di Lia, mia moglie. Lei è una splendida chef e sovrintende la cucina con la massima cura. E’ una donna meravigliosa. A lei devo anche la mia rinascita dopo ciò che è capitato a Dalia. Se lei deve assentarsi per qualche motivo, io mi sento solo, intristisco, non vedo l’ora che torni”.

Visto che parli di Dalia, sappiamo che avete viaggiato molto tu e lei, per il surf, per turismo, anche per lavoro.
“Infatti, quando le cose sono andate meglio, d’inverno abbiamo iniziato ad andare a Capo Verde, Dalia ne era innamorata, voleva una casa lì. A me piaceva poco, però il mare in quelle zone è bellissimo per il surf. Poi è successo il fattaccio noto a tutti, è stato talmente assurdo e orribile che i mass media ne hanno parlato molto e a lungo. Dalia a volte andava con qualche amica a Capo Verde, ed è stato in una di queste occasioni che ha trovato un pazzo furioso del luogo che l’ha massacrata assieme a una delle due amiche, una di queste per fortuna si è salvata. Questo orrendo individuo, al processo ha tentato di accusare me, facendo per fortuna sorridere la Corte. Povere ragazze! E’ stato come se avessero ucciso anche me, sono caduto in una depressione per almeno 3 lunghi anni. Aver conosciuto Lia nel frattempo che, al corrente della mia situazione, mentre meditavo brutti pensieri, ha saputo comprendere e con pazienza mi è stata vicino, è stata la mia salvezza e ci siamo innamorati. Nel 2014 è diventata mia moglie. Le devo moltissimo, è una donna super in gamba, ha dato una impronta e la vera svolta a questo bagno. Nel 2011 abbiamo deciso di cambiare faccia alla brutta, vecchia costruzione e ampliare l’attività, con una vera ristorazione.
Ci piaceva l’idea di rifare il tutto in legno per cui incaricammo una azienda austriaca (in Austria sono all’avanguardia in fatto di costruzioni in legno). Lia che veniva dalla piccola ristorazione ci si è messa d’impegno e con l’intelligenza, le capacità, la volontà, ora sovrintende in cucina ma lavora anche molto e la clientela le da soddisfazione. Oggi siamo contenti, abbiamo lavoro, (pandemia a parte), più stress, più pensieri, ma siamo felici. Ho insegnato a Lia ad andare sulle onde con il surf e mi piacerebbe riuscire a insegnarlo ai ragazzini, istituire corsi veri e propri.


Dalia è sempre nei nostri ricordi e ogni anno il Bagno Caesar organizza un torneo di racchettoni in sua memoria al quale si iscrivono molti clienti del nostro Bagno e il ricavato lo devolviamo all’organizzazione di Padre Giulio ODV di Faenza che aiuta moralmente e materialmente, bisognosi, bambini , anziani e profughi in Italia e in altri Paesi”.

A proposito di pandemia, come è andata l’anno scorso?
“Diciamo che sarebbe stato meglio non ci fosse stata pandemia né ieri né oggi, però a dire la verità abbiamo lavorato due mesi in meno, ma degli altri due, con le dovute precauzioni, non possiamo lamentarci, il lavoro c’è stato e la clientela è stata ragionevole e si è adattata alla situazione”.

Sembra di capire che hai intenzione di continuare questa vita, hai l’entusiasmo giusto.
“Ho intenzione di continuare a fare questa vita, malgrado il mutuo che reclama le rate, la mia vita è qui con Lia”.

Certo che quest’anno c’è ancora la pandemia e in più un mese di maggio poco rispettoso dell’umano desiderio di caldo, di aperture, non è per niente caritatevole e fino a oggi ci offre una stagione bizzarra, con giornate poco adatte alla stagione balneare. Speriamo che giugno, luglio e agosto, siano meglio. Lia e Alessandro lo meritano.

Con lui e la sua storia ci si potrebbe ricavare un film, ciò che raccontiamo qui, è solo una parte.

(Lina Cremonini)