Bologna. “Intanto abbiamo un punto fermo: sappiamo che il 20 giugno ci saranno le primarie, poi abbiamo visto l’impegno preciso del segretario nazionale Letta (avrebbe fatto bene a esprimersi subito) e quindi ci saranno queste ‘inutili’ (a mio avviso) primarie”. Non usa certo mezze parole Franco Grillini.

“Prima di tutto noto che insieme ad Isabella Conti ci sono quelli che non sono riusciti ad arrivare alla gara oppure chi, per svariati motivi, è scontento della situazione esistente (anche se i motivi del disagio hanno poco a che fare con il bene della città), trovo davvero disdicevole l’atteggiamento di Tonelli (Ascom) che in sintesi dice ‘se vice la Conti sono con lei, se perde vado col centrodestra’, ed è grave anche in termini di moralità pubblica. Oggi, quindi, anche la situazione bolognese che a giudicare dai risultati delle ultime elezioni pareva tranquillamente a sinistra in seguito al colpo di teatro di Renzi, diventa più ingarbugliata.”

Si ha anche l’impressione che le primarie siano una specie di congresso.
“Non c’è dubbio che ci sia anche questo elemento perché se un partito non fa congressi non può darsi strategie gruppi dirigenti e l’occasione delle primarie è perfetta per misurare lo stato di salute dell’organizzazione. Ora si chiariranno molte questioni aperte e si definirà un percorso non solo per la situazione interna del Pd (che per molti può risultare poco interessante) ma, soprattutto per capire dove vuole andare questa città”.

Già, dove vuole andare?
“Bologna per il Sole24ore è una delle città con la migliore qualità della vita e da bolognese desidero che questo primato venga garantito dai prossimi amministratori; Lepore ha già detto cosa vuol fare, non ho capito bene le proposte della Conti, ma in ogni caso al centro della discussione del confronto deve esserci il futuro della città. Teniamo conto che stiamo vivendo una vera rivoluzione accelerata dalla introduzione massiccia della digitalizzazione (e già vediamo gli effetti a livello produttivo, scolastico e nel settore dei servizi). Bologna quindi che ha anticipato alcune scelte (cito per tutte la nascita di Iperbole, la rete civica della città) deve essere pronta a gestire in modo originale e innovativo le novità imposte dal digitale in tutti i campi. Poi non dimentichiamo che bologna è una città vecchia e questi anziani vivono prevalentemente in case senza ascensore e rischiano un drammatica solitudine sociale. Va pensata una forte innovazione urbanistica per favorire la socialità (con il cohousing) e offrire agli anziani ancora attivi e in buona salute la possibilità di essere operativi e utili alla collettività. Chiudo questa mia riflessione con una nota positiva, almeno abbiamo due candidati giovani.”

(m.z.)