Imola, 2 giugno 2021. “Signori Soci, alla luce di quanto sopra esposto, l’organo amministrativo Vi (sic) propone di riportare ai futuri esercizi la perdita dell’esercizio, pari a euro 353.239,42. Le perdite, unitamente a quelle riportate a nuovo dai precedenti esercizi, complessivamente ammontano a euro 601.325 e risultano quindi inferiori all’importo di 1/3 del capitale sociale. Non si rende pertanto al momento necessario adottare alcuno dei provvedimenti di cui all’art. 2446 c.c. né il ricorso alla deroga prevista dall’art. 1 comma 266 della L. 178/2020”.

Termina così la relazione di bilancio firmata per la prima volta da Gian Carlo Minardi, in qualità di Presidente della società – 100% pubblica – Formula Imola.

Non ci si aspettava di certo un bilancio in attivo però su tutto spicca la lunghissima fila di sussidi – soldi pubblici – che la società ha ricevuto e che fanno volare il valore della produzione del + 2,13% rispetto al 2019. Così si legge: “In particolare la società ha beneficiato di due sovvenzioni di euro 900.000,00 ed euro 600.000,00 a sostegno di operatori del tessuto economico locale e infrastrutture sportive, in base ad avviso di selezione pubblica indetta dal Con.Ami in data 26/02/2021. La società ha inoltre beneficiato di euro 100.000 a titolo di contributo in conto esercizio a sostegno delle spese sostenute per l’evento Formula Uno erogato dal Comune di Imola; di euro 161.766 di contributi a fondo perduto “Covid” ai sensi deiD.L. 34/2020 e 137/2020; di euro 20.418 di crediti di imposta legati all’emergenza Covid per spese di sanificazione e su canoni di locazione, di cui al DL 34/2020”.

Totale delle sovvenzioni – soldi dei cittadini – 1 milione e 782 mila euro. Non proprio quattro spicci.

Oltre a questi nel bilancio si ritrovano ulteriori sussidi, contributi e aiuti vari. Fra questi è degno di nota il finanziamento “infruttifero” del Con.Ami così descritto:“La società ha inoltre ricevuto, quale sostegno alla copertura finanziaria dei costi di gestione, in particolare legati all’organizzazione dell’evento Formula Uno, un finanziamento da parte del socio unico Con.Ami a titolo di prestito infruttifero, per l’importo di euro 1.200.000”.

Non finisce qui. Sono da aggiungersi anche: “Contributo a fondo perduto per emergenza Covid dallo Stato italiano pari a 161 mila euro”; “Credito d’imposta su canoni di locazione dallo Stato italiano pari a 14.549 euro”; Credito d’imposta per sanificazione dallo Stato italiano apri a euro 5.868”; “Bonus Saldo Irap 2019 e primo acconto 2020 dallo Stato italiano pari a 11.054 euro”; “Contributo beni agevolabili dallo Stato italiano pari a 13.955 euro”. Viene inoltre ancora indicato il contributo del comune di Imola per 100 mila euro relativo al GP di F1.

Il tutto per circa 307 mila euro di ulteriori, e pubblici, aiuti.

Il risultato? “Il margine operativo lordo (MOL) al netto dei contributi in c/esercizio risulta pertanto negativo per euro 1.534.397”. Ognuno faccia le sue considerazioni.

Degno di nota l’auspicio, nel bene e nel male, in chiusura: “Non è prevista una ristrutturazione complessiva dell’attività, né una modifica del business model della società. Si ritiene, infatti, che la crisi, nonostante la portata senza precedenti, avrà comunque un effetto temporaneo, e si confida che la società possa riprendere appieno la propria attività e recuperare in tempi ragionevolmente brevi – anche grazie agli interventi messi in atto – le capacità operative e reddituali precedenti all’insorgere dell’emergenza a meno che non mutino radicalmente le politiche autorizzative del Comune di Imola rispetto alle attività motoristiche svolte nel circuito”.

Qualcuno dica al Presidente che il passato non brillava di certo per risultati di bilancio. Per una utile lettura si consiglia di leggere qui! Sul “business model” della società forse qualcosina da cambiare – mi permetta – ci sarebbe.

(Verner Moreno)