Imola. Sono quasi mille, 935 per l’esattezza. E molto arrabbiati. Sono quelli del comitato Lennon-Curie che sparano ad alzo zero contro una strada che non vogliono e che non intendono aspettare il 7 giugno per ascoltare la relazione tecnica promessa dal sindaco Marco Panieri, da parte di Area Blu, per prendere le ultime decisioni.

Il recente incontro fra parte della giunta e alcuni membri del comitato Lennon-Curie in municipio

“Questi tecnici, pagati per oltre il 90% dal Comune di Imola – scrivono nella petizione consegnata in Comune corredata dalle firme – hanno fatto il lavoro richiesto dall’assessore all’Ambiente, ovvero definire quale tra l’ingresso di via Punta chiusa e via Curie sia il più sicuro, così da decidere da dove far passare il traffico generato dalla nuova lottizzazione di via Punta chiusa. In via Curie hanno montato degli apparecchi che per due giorni ad inizio settimana (non certo nel weekend quando ci sono le partite di calcio) hanno fatto i loro rilievi, ma il sindaco ci aveva già detto che siccome non era sicuro l’ingresso di via Curie bastava mettere un’obbligo di svolta a destra in uscita così da risolvere le criticità trentennali date dall’alta velocità dei mezzi in quel tratto di via punta. Cioè come a dire oltre alla strada che non volevate adesso vi obblighiamo a impiegare 10/15 minuti in più tutte le mattine solo per uscire dalla vostra strada, facendovi peraltro passare dal lato dove tutta via Punta si ferma a buttare il pattume e dove spesso ci sono macchine o camion fermi proprio li dai cassonetti. Pura follia, noi abbiamo raccolto le firme per non fare la strada e anzi per aumentare il verde e ridurre le emissioni e la controproposta del Comune sarà non solo di fare la strada ma di aumentare il tempo di percorrenza delle auto dei residenti che sono ad oggi quasi 200 famiglie”.

“Aver spostato l’attenzione dalla costruzione di una nuova strada alle uscite delle strade esistenti – concludono dal comitato – discutere di quelle immissioni giustificando la scelta in nome della sicurezza quando l’alternativa è costruire una strada maledetta che metterà in pericolo la vita dei bambini e ragazzi che frequentano il calcio, dei residenti e che peggiorerà drasticamente la qualità della vita di tutta l’area, è davvero una mossa scellerata”.