Imola. Si è svolta nel tardo pomeriggio del 2 giugno la cerimonia organizzata dal Comune per celebrare la Festa della Repubblica. In apertura di cerimonia, alla presenza delle autorità politiche, civili e militari, dei rappresentati delle forze dell’ordine e delle associazioni d’arma e partigiane, il sindaco Marco Panieri ha deposto una corona di alloro alla lapide che riporta l’Albo d’Onore dei decorati al valor militare e per merito di guerra dei Comuni di Imola, Borgo Tossignano, Casalfiumanese, Castel del Rio, Castel Guelfo, Dozza, Fontanelice, Mordano dall’annessione della Romagna al Regno d’Italia (1860) fino al termine della seconda guerra mondiale (1945). La lapide è posta a metà dello scalone nobile del palazzo Comunale.

Posti seduti pieni in piazza Mattteotti, mentre ai lati in piedi non c’era la grande folla di altre volte, forse perché la bella giornata ha suggerito a molte persone di andare al mare.

Nel suo intervento il sindaco Panieri ha sottolineato “il valore fondamentale della Festa della Repubblica, come festa di tutte le italiane e gli italiani, nata dal voto del popolo a suffragio universale, con le donne che parteciparono alle elezioni in modo davvero rilevante”, ricordando come vi sia “un filo di continuità che collega il 75esimo anniversario della Festa della Repubblica con il 160esimo anniversario dell’Unità d’Italia, in quel processo di costruzione di una identità nazionale, che ci fa riconoscere sotto simboli della bandiera e dell’inno di Mameli”.

“Il 2 e 3 giugno si votò sia per la scelta fra Monarchia e Repubblica, sia per eleggere i deputati dell’Assemblea Costituente, a cui sarebbe stato affidato il compito di redigere la nuova carta costituzionale. E l’Italia scelse la Repubblica. A Imola l’adesione al voto raggiunse percentuali fra le più alte in Italia – ha scandito il primo cittadino – così come la scelta della Repubblica fu molto al di sopra della media nazionale, a testimoniare quanto radicati fossero i valori di libertà e democrazia, che avevano animato anche la Resistenza e la Lotta di Liberazione, facendo meritare alla nostra città la Medaglia d’oro al valor militare per attività partigiana”.

“Al tempo del Covid, questa Festa della Repubblica vuole assumere anche il significato di una rinascita, per l’uscita dalla fase più dura, grazie al vaccino e all’impegno di tutti, che si sono mossi con quello spirito di coesione sociale che è stato alla base della Repubblica e della Costituzione – ha aggiunto Panieri -. Il pensiero, in particolare va agli anziani ed ai giovani, che hanno maggiormente pagato lo scotto di questa pandemia. Abbiamo cercato di fare il massimo, sul versante sanitario, sociale, educativo per cercare di non farli sentire soli e voglio ringraziarli per quanto hanno sopportato. Così come un sentito grazie va a tutto il personale, da quello sanitario a quello assistenziale, per quello che hanno fatto, alle forze dell’ordine, alle istituzioni a tutti livelli, nazionale, regionale e locale ed a tanti di voi presenti qui oggi”.

“Nel rilancio del Paese dalla nostra città può venire uno slancio importante, per la sua storia, per il suo essersi dimostrata comunità coesa, attenta a chi è più in difficoltà, pronta a non lasciare indietro nessuno, anche e soprattutto in questo lungo periodo di pandemia – ha richiamato Panieri -. Dobbiamo sentirci responsabili l’uno dell’altro, e rinsaldare l’abbraccio fra generazioni, per trasmettere i valori alla base della nostra società civile. Noi oggi siamo gli eredi e i custodi dei valori alla base della Repubblica e della Costituzione e siamo chiamati a viverli, metterli in pratica e trasmetterli attraverso l’esempio. Un compito che spetta ad ogni cittadino ed a maggior ragione a chi rappresenta le istituzioni, che è al servizio di tutti”.