Imola. Una pavimentazione ciclo-pedonale urbana più sostenibile e sicura. Per il momento è solo una sperimentazione, che ha portato alla realizzazione di un breve tratto sperimentale di marciapiede in via Molino Vecchio, vicino alla scuola primaria “Campanella”. Il 5 giugno  mattina il sindaco Marco Panieri, assieme all’assessore ai Lavori pubblici, Pierangelo Raffini, al prof. ing. Cesare Sangiorgi dell’Università di Bologna, alla ricercatrice francese del progetto, Christina Makoundou, alla dirigente scolastica dell’IC 4, Laura Santoriello, ai vertici di Cti e di Cm srl ed ai tecnici di Area Blu, ha verificato di persona la nuova pavimentazione, posata ieri, testando il tratto sia con la bici sia camminandoci sopra.

La nuova pavimentazione ciclo-pedonale – La nuova pavimentazione ciclo-pedonale è costituita da uno strato di pochi centimetri di materiale in grado di assorbire gli impatti di eventuali cadute di ciclisti e pedoni, riducendo notevolmente il rischio di lesioni alla testa ed alle altre parti del corpo umano. È il frutto di una ricerca in corso al Dipartimento di Ingegneria Civile, Chimica, Ambientale e dei Materiali (DICAM) dell’Università di Bologna che, grazie ai fondi Europei stanziati per il progetto Marie Curie SAFERUP (H2020), e all’impegno di Area Blu e di alcune aziende dell’Imolese, ha portato alla realizzazione di un breve tratto sperimentale di marciapiede in Via Molino Vecchio a Imola.

“Il materiale rende la pavimentazione più sicura di un tradizionale asfalto in quanto grazie a soli 4 cm di spessore di posa del materiale, sposta da 20 centimetri ad oltre 1 metro l’altezza critica di caduta, ossia il limite oltre il quale una caduta accidentale può trasformarsi in un incidente con gravi conseguenze fisiche. Ciò a tutto vantaggio della salute dei cittadini e della fruibilità dei percorsi pedonali e ciclabili –  spiega l’ingegner Cesare Sangiorgi dell’Università di Bologna, che aggiunge -. La componente principale dello strato superficiale in via di sviluppo presso l’Università è un granulato di riciclo ottenuto da pneumatici dismessi che, anziché essere utilizzato come combustibile per la produzione di energia, perdendo quindi tutte le sue caratteristiche e peculiarità, viene impiegato nel materiale sperimentale, rigenerando pertanto le sue proprietà elastiche”. Vi è poi un fattore ambientale legato alla produzione e posa a freddo del conglomerato contenente oltre alla gomma anche fresato d’asfalto. Sono così ridotti i consumi di energia e le emissioni in impianto e in cantiere e, allo stesso tempo, il conferimento in discarica di materiali per i quali può esservi realmente una seconda vita.

Lo strato è stato posato per mezzo di una innovativa macchina finitrice completamente elettrica prodotta a Conselice dalla CM S.r.l., che ha quindi contribuito, per la prima volta in Italia, alla riduzione dell’impatto ambientale alla posa, sia per le emissioni gassose che per quelle acustiche. La collaborazione tra enti pubblici di ricerca e aziende private del territorio imolese ha reso possibile il trasferimento dal laboratorio alla sperimentazione in campo di questa tecnologia innovativa, ponendo le basi in tal modo per la creazione di un network in grado di estendere l’utilizzo della tecnologia anche in altre aree regionali e nazionali.

Come è nata la tecnologia – L’ingegner Cesare Sangiorgi, coordinatore del progetto SAFERUP! e la ricercatrice francese del progetto, Christina Makoundou, assieme ad altri ricercatori e studenti dell’Università hanno sviluppato la tecnologia. Successivamente la Easy Lock Srl di Imola ha avviato e coordinato i contatti tra l’Università, le strutture operative del Comune di Imola, Area Blu e le altre aziende del territorio, a cominciare da CTI, per la realizzazione del tratto sperimentale di via Molino Vecchio.

Il materiale preparato in sito dai ricercatori dell’Università è stato fornito a piè d’opera alla CTI di Imola, incaricata della posa avvenuta ieri, sotto la supervisione di Area Blu con il geom. Giovanni De Chiara, responsabile Area Infrastrutture e manutenzione strade.

Disegni luminescenti sulla pavimentazione – La realizzazione del tratto sperimentale ha consentito anche l’introduzione di un ulteriore valore aggiunto costituito da aggregati luminescenti in grado di incamerare energia dalla luce del sole e restituirla per diverse ore dopo il tramonto. Grazie alla Easy Lock di Imola, che ha permesso di fatto il contatto con la scuola primaria Campanella, è stato possibile sensibilizzare i bambini sul tema del riciclo, coinvolgendoli, mediante un progetto didattico specifico, nella creazione di alcuni disegni a tema ambientale ricreati sulla pavimentazione sperimentale per mezzo degli aggregati luminescenti, che quindi saranno ben visibili di notte. “E’ stato un progetto di squadra dove ci siamo impegnati tutti, perché era ed è importante salvaguardare l’ambiente poiché nel futuro ci rimetteremo noi e vediamo la sofferenza della terra”, hanno detto gli alunni della 5A e 5B della scuola Campanella che hanno realizzato i disegni. La stessa Easy-Lock si è resa disponibile per portare avanti nell’immediato futuro lo sviluppo combinato del materiale anti-trauma e di questa nuova soluzione di segnaletica orizzontale notturna.

Panieri: “Questa sperimentazione è motivo di orgoglio” – “E’ per noi motivo di orgoglio sperimentare a Imola, in un tratto di pista ciclabile in via Molino Vecchio, questo progetto dell’Università di Bologna che approfondisce il tema di un manto stradale anti-trauma, che utilizza materiali di recupero, per piste ciclopedonali e marciapiedi. Questo dimostra la nostra attenzione al tema del riciclo dei materiali e quindi all’ambiente e alla sicurezza urbana, in particolare della circolazione in bicicletta. Un aspetto importante, considerando che Imola ha circa 92 chilometri di piste ciclabili” ha commentato il sindaco Marco Panieri, che ha voluto provare la consistenza del nuovo manto, percorrendo anche in bicicletta il breve tratto ricoperto con questo nuovo materiale.

“Quello della mobilità sostenibile, in particolare su bici, è un tema molto importante, sul quale insieme all’assessore alla Mobilità e all’Ambiente, Elisa Spada, stiamo lavorando per aumentare i collegamenti casa-lavoro, casa-scuola. Se questi collegamenti avvengono in sicurezza anche dal punto di vista del manto utilizzato e del rispetto dell’ambiente, con il riutilizzo di materiali di scarto, ancora meglio. Abbiamo dato la disponibilità a sperimentare questo nuovo materiale, coinvolgendo in questo anche le imprese del nostro territorio, in modo da valorizzare anche il loro ruolo. Per questo voglio ringraziare CTI, CM S.r.l., che ha messo a disposizione la vibrofintirice elettrica per stendere il manto, Area Blu, ed in particolare a Giovanni De Chiara, sempre attenti a promuovere esperienze che coniugano innovazione e tutela ambientale e l’Università di Bologna che già da tempo porta le proprie competenze sul territorio imolese con Master universitari e sperimentazioni ingegneristiche sul campo. Un grazie anche alla scuola primaria ‘Campanella’ che è stata coinvolta nella fase di ideazione delle immagini ‘fluorescenti’ riportate sul manto stradale”.