Imola. Fa discutere l’ennesimo bilancio in passivo di Formula Imola, la società che gestisce l’autodromo Enzo e Dino Ferrari di Imola. “Secondo il Cda della società pubblica, l’ennesimo rosso di bilancio sarebbe imputabile, innanzitutto, all’epidemia Covid-19, ma, con nostra sorpresa, anche alla normativa sul rumore giudicata ‘rigida’ e ‘alle condizioni di accettabilità ambientale da parte dei residenti’ – si legge in un comunicato del Comitato autodromo -. Dal punto di vista amministrativo è storicamente evidente che gestire la nostra società pubblica in attivo sia sempre stato difficile, ben prima che nascessero tutele ambientali e Comitati cittadini”.

E in effetti le storie delle gestioni passate lo dimostrano: “Il primo amministratore (Esti) rinunciò passando il testimone alla Sagis Bologna la quale lasciò un costo quantificabile in oltre 3,75 milioni di euro sulle spalle del territorio. Dopo Sagis venne individuata nella Norman95 il futuro dell’impianto e furono nuovamente danni. Poi il quasi fallimento di Formula Imola e l’intervento indiretto del ConAmi nel risarcire un esercito di creditori”.

Fino agli ultimi anni: “Solo un accenno al 2018: 92 giornate sopra i limiti di legge e un rosso di – 425.000 euro. Ciò dimostra che nemmeno una normativa nazionale più permissiva salverebbe i bilanci. Dal punto di vista ambientale non è in discussione la peculiarità del nostro impianto quale circuito urbano che dista appena qualche centinaio di metri dal centro storico: unico nel panorama nazionale ad avere al suo interno una vasta porzione di territorio comunale su cui insistono residenze private e il primo parco cittadino. Unico ad avere una scuola primaria a bordo pista frequentata da 250 bambini che obbligatoriamente occorre tutelare dalle immissioni acustiche generate dalle attività motoristiche. Queste specificità, se da un lato rendono ogni paragone con gli altri autodromi italiani, improprio e fuori luogo, dall’altro arricchiscono la nostra struttura di enormi opportunità che, purtroppo, per molti anni non abbiamo saputo cogliere. In compenso, continua ad avere fortuna la convinzione, consolatoria, che i cittadini sono ‘una voce’ nel bilancio di Formula Imola che grava sul presente e sul futuro dell’autodromo”.

E quali sarebbero le colpe dei cittadini? “Pretendere il rispetto delle leggi della Repubblica italiana, la vivibilità del Parco delle Acque Minerali e un ambiente salubre per gli studenti. Ma non può essere considerata una colpa la pretesa di legalità, perché ciò getterebbe una macchia inquietante sulla nostra comunità ed un pessimo esempio alle giovani generazioni”.

Ma per il Comitato a Imola manca davvero la volontà di guardare avanti: “Resta un’ ultima riflessione amara: nel 2019, nel mercato degli eventi e congressi, l’Italia ha ospitato 413mila127 eventi per un totale di 29,1 milioni di partecipanti. In tutto 43,3 milioni di presenze e 613mila giornate. L’autodromo sarebbe la sede ideale per ospitare questo tipo di attività e dare slancio alle attività alberghiere. Il terzo millennio ha modificato l’utilizzo ed il concetto stesso di spazio, possibile che a Imola si continui ad insistere su modelli anni 60?”.