Imola. “E’ stato un risultato quello del bilancio che ha sorpreso tutti noi perché in termini di redditività è stato forse l’anno migliore di sempre. Era certamente prevista una flessione dovuta alle ragioni che ormai tutti conoscono, ma questo calo è stato ampiamente compensato da una sorprendente riduzione dei costi. Ricordo poi che abbiamo usato abbastanza poco la Cassa integrazione e per fortuna nel secondo semestre la ripartenza c’è stata e quindi non c’è stato più bisogno di fare uso di questo strumento”. E’ palesemente soddisfatto Gianmaria Balducci, presidente di Cefla.

Quali costi sono stati fortemente ridotti?
“Senz’altro tutto il settore delle trasferte che non si sono svolte per mille motivi e anche qui il calo è stato compensato in termini produttivi da una attività da remoto la cui efficienza ha sorpreso noi per primi, non sapevamo di essere così capaci di adattare ila nostra organizzazione del lavoro in modo così efficiente.”

Se non ricordo male la nuova modalità è stata largamente gradita dai lavoratori.
“E’ vero. Noi abbiamo avuto un 60% dei colletti bianchi che ha lavorato da remoto (cioè da casa) e questo fatto non ha diminuito l’efficienza del lavoro e delle relazioni dei gruppi di lavoro. E abbiamo già verificato che la maggioranza vorrebbe tornare ad una ‘normalità’ che prevede sì la presenza in azienda ma anche l’attività da remoto per alcuni giorni della settimana. Questa doppia valutazione si spiega anche con una vera nostalgia del lavoro gomito a gomito con gli altri (una socialità che mancava) e tutte le attività che chiedono margini di creatività vengono certamente facilitate dai rapporti diretti. Ribadisco che l’azienda è stata pronta a plasmarsi su questa modalità, abbiamo comprato 150 personal computer per l’attività da casa e li abbiamo predisposti nel modo migliore per garantire sicurezza ed efficacia (da questo punto di vista l’attacco hacker che abbiamo subito ci ha obbligato ad alzare barriere molto più forti per proteggere il nostro lavoro e il dipendente che si collega sa che la sua azione è verificata passo passo.”

Tutto questo vi ha permesso di essere sempre produttivi?
“Proprio così e infatti quando all’inizio della primavera c’erano i duri lock down noi siamo stati in grado di rispondere positivamente alle richieste dei nostri clienti e di acquisirne dei nuovi che stiamo fidelizzando. Faccio l’esempio dell’ambito dentale: diversi nostri concorrenti hanno chiuso i battenti e noi siamo stati capaci di intercettare le richieste di quel mercato.”

Dal momento che parliamo di produzione riprendo quello che ci dichiarò in una precedente intervista e cioè il fatto che si andava verso una situazione complicata per la fornitura delle materie prime. Ora che, oltre alla Cina, anche gli Usa hanno messo la quarta com’è il quadro del comparto?
“E’ da quasi un anno che parlo di questa problema. In una prima fase marzo aprile dello scorso anno abbiamo assistito ad un paese, la Cina, che si era chiusa su se stessa per liberarsi della pandemia e poi ripartire. Tutto questo significava che alcuni prodotti cinesi, dall’acciaio ai microchip erano introvabili con le conseguenze immaginabili sui prezzi. Da lì è partita una spirale che ha dato spazio anche a fenomeni speculativi.”

Possiamo fare un esempio?
“L’acciaio, la materia prima per eccellenza è passato da 600 euro a tonnellata (prezzo del 2020) ai 1000 euro recentemente raggiunti; questo significa che i prodotti a basso valore aggiunto si trovano in difficoltà perché vengono spinti verso prezzi più alti e magari non competitivi. Ma oltre all’acciaio ci sono problemi con le plastiche, il legno e componenti elettronici ed anche alcuni banali componenti elettrici. La conseguenza è che prezzi vanno alle stelle.”

Gianmaria Balducci, presidente del gruppo Cefla

Sembra di cogliere una spinta impetuosa alla ripartenza un po’ ovunque.
“Si c’è un enorme rimbalzo, ovviamente stimolato da tutte le manovre espansive che Usa e Europa hanno messo in campo e anche dal nostro osservatorio vediamo una spinta davvero importante. Mi auguro che non sia solo un fuoco di paglia ma l’inizio di una fase che spero possa durare qualche anno”.

E veniamo alla capacità che Cefla ha dimostrato di avere verso le opportunità, cosa è in previsione per i prossimi mesi?
“Intanto va detto che già lo scorso anno abbiamo fatto una scelta strategica cedendo un’area di business nella quale eravamo poco competitivi ad un partner di statura europea e già oggi i risultati ci dicono che è stata la scelta corretta perché il portafoglio di questa impresa (che comunque vede una nostra partecipazione societaria) è di ottimo livello e ci accorgiamo che la svolta è stata apprezzata sia dai nostri clienti che dai dipendenti coinvolti che sono oggi meno timorosi rispetto al futuro. Ci interessa comunque rimanere una azienda multibusiness, per esempio nella business unit medical, siamo partiti dal dentale ma già ora guardiamo di ampliare il campo di applicazione delle nostre tecnologie in ambito medicale e siamo impegnati nella realizzazione di una Tac che consente di controllare il corpo nella sua interezza, e come nel passato siamo sempre molto attenti a cogliere le occasioni economiche che valutiamo positive e se possibile anticicliche per non dipendere solo dai settori storici. Con questo approccio guardiamo anche alla sostenibilità proponendo strumenti innovativi per la protezione dell’ambiente.”

(m.z.)