Egr. direttore,
come se non bastassero le polemiche che hanno portato Adolfo Urso, accusato di avere simpatie ed esperienze lavorative in Iran, alla Presidenza del Copasir, leggo anche oggi sui quotidiani una polemica, ripresa sui social e su diversi canali di informazione, relativa al Patto di collaborazione tra le Città di Imola ed Ardakan.

In qualità di presidente della società I-Pars che da diversi anni promuove gli scambi culturali ed economici tra Italia ed Iran, in qualità di promotore del Patto di collaborazione, o di gemellaggio come qualcuno lo ha chiamato, tra le due Città firmato durante la legislatura della sindaca Sangiorgi e soprattutto in qualità di imprenditore che ha svolto 8 anni di politica nella sua città natale, Imola, e che ora vive all’estero per motivi di lavoro, non posso più rimanere in silenzio dopo avere letto così tante critiche e polemiche da chi, probabilmente, l’Iran non solo non lo ha mai visitato ma probabilmente non saprebbe nemmeno indicarlo sulla cartina geografica.

Ma questi Signori che parlano del rispetto dei diritti umani e dei diritti delle donne, lo sanno che proprio le donne iraniane costituiscono il 65% degli universitari del Paese? Che il 40% dei medici specialistici ed il 98% dei medici ginecologi sono donne? Che moltissime aziende pubbliche e private, così come numerose importanti istituzioni, sono guidate da donne?

In Iran, a differenza di molti altri Paesi che probabilmente piacciono a questi difensori dei diritti a giorni alterni, le donne studiano, guidano, lavorano, votano, dirigono importanti società (a titolo esemplificativo cito Farzaneh Sharafbafi, già membro del consiglio di amministrazione di Iran Air, la compagnia aerea di bandiera, che ne è anche diventata AD nel 2017), praticano sport (cito Zahra Nemati, campionessa iraniana paralimpica che ha vinto il riconoscimento per la Giornata internazionale della donna 2021), e suonano (si veda l’orchestra sinfonica femminile iraniana Sarzamine Madari).

La precedente e l’attuale amministrazione imolese, guidata dal sindaco Panieri, hanno fatto bene a sostenere e promuovere un patto di collaborazione tra la nostra Città e quella di Ardakan.

Patto tra amministrazioni cittadine dove si parla di sviluppo industriale (export di tecnologie dal Circondario imolese e import di materie prime e semilavorati), sviluppo ecosostenibile (con particolare riferimento alla mobilità elettrica collegata anche all’autodromo), turismo e formazione.

Faccio quindi molta fatica a capire per quale motivo alcuni partiti politici e comitati, che probabilmente ignorano il fatto che anche Città come Venezia, Firenze, Roma, Perugia e Milano siano gemellate con realtà iraniane, si lancino contro un patto che consentirà alle due realtà locali di sviluppare sinergie comuni su temi importantissimi per il futuro dei nostri territori.

Attacchi e polemiche come questi rischiano inoltre di minare la fiducia tra due popoli millenari che si amano e rovinare rapporti economici che valgono per il Circondario imolese un interscambio annuale superiore ai 100 milioni di euro.

Invito quindi questi gruppi politici, partiti e commissioni a lavorare per il bene di Imola e degli imolesi, evitando di cercare una visibilità a tutti i costi che non giova ai cittadini ed alle imprese del territorio.

(Andrea Zucchini, presidente I-Pars)