Egr. direttore,
l’ex sindaca Sangiorgi il 21 ottobre 2019, pochi giorni prima di dimettersi, firmò un patto di collaborazione culturale-economico con la città iraniana di Adakan, all’insaputa di tutti.
La nuova Amministrazione guidata dal sindaco Panieri, che si professa di centrosinistra, anziché prendere le distanze da questa scelta che noi definiamo vergognosa, ha addirittura rilanciato lo stesso patto attraverso un incontro ufficiale avvenuto a febbraio con il console dell’Iran, il sindaco e il presidente del consiglio comunale di Ardakan.

Nel consiglio comunale del 13 maggio, la maggioranza ha approvato una delibera intitolata “Approvazione del regolamento per l’istituzione e il funzionamento dei comitati per i gemellaggi e contestuale istituzione” in cui è previsto il patto di collaborazione con il Comune di Ardakan. E’ in quella sede che le minoranze hanno mostrato in maniera compatta il loro forte dissenso nei confronti di un patto culturale ed economico che nulla ha a che fare con la nostra città.

Finalmente si sono espressi contro questo patto, pur con un certo ritardo, sia la Commissione Pari Opportunità, sia il “Comitato per la pace e i diritti” del circondario imolese. Noi, fin da subito, non ci siamo stati a barattare la tutela dei diritti civili ed umani per il dio denaro e pretendiamo che questo patto venga revocato. La nostra cittadinanza non può sentirsi rappresentata da chi, sindaco e Giunta, stringe patti con i rappresentanti di uno stato teocratico come l’Iran, in cui le leggi sono basate sulla sharia: un paese antidemocratico, misogino, omofobo, che reprime e condanna a morte i dissidenti politici, e che ha reintrodotto nel 2013 la lapidazione per adulterio.

A questo proposito risultano patetici e ridicoli, oltre che falsi e ipocriti gli articoli 3 e 4 del patto di collaborazione in cui si parla di impegno reciproco per il rispetto della vita umana e dei diritti della persona (art.3) e dell’appartenenza a culture simili (art.4). La città di Imola, insignita della Medaglia d’oro per il valore militare partigiano, non ha nulla da imparare quanto a cultura da uno stato verso il quale vige l’embargo europeo per violazione dei diritti umani. Di questo patto, che noi definiamo inopportuno oltre che incoerente per un sindaco che deve rappresentare tutta la cittadinanza e tutelarne i valori democratici, si discuterà nuovamente in consiglio comunale.

In quella sede presenteremo un emendamento alla mozione della Lega, che chiede la sospensione del patto. Noi, con l’emendamento ne chiediamo tassativamente la revoca e prevediamo che ci sarà battaglia da parte della nostra lista civica e di tutte le opposizioni. Questa nuova Giunta è  riuscita nel non facile risultato di far apparire più garantista perfino la destra, con il suo atteggiamento incommentabile. Noi non ci stiamo e chiediamo l’attenzione dei media su una vicenda che non deve passare inosservata.

(Marinella Vella, Gruppo consiliare Lista civica Cappello)