I sindacati di categoria Fp Cgil Imola, Cisl Fp Area Metropolitana e Uil Fpl hanno attivato lo stato di agitazione del personale che fa riferimento al comparto Sanità pubblica in servizio all’Ausl di Imola, richiedendo l’intervento, previsto dalla legge, del Prefetto per verificare la possibilità di una conciliazione tra le parti e una ripresa delle relazioni sindacali. Diverse sono le motivazioni che hanno portato le organizzazioni sindacali a intraprendere tale passo. Ecco le principali.
Applicazione istituti contrattuali:
Mancato o parziale riconoscimento indennità malattie infettive ai lavoratori impegnati direttamente nell’emergenza Covid identificati dagli accordi regionali;
Utilizzo massiccio dello straordinario, per un valore di circa un milione di euro nel 2020, a fronte della necessità già espressa da tempo dalle organizzazioni sindacali di dare priorità ad altri istituti contrattuali, come, ad esempio, i passaggi di fascia, e al riconoscimento delle premialità, tra cui la disciplina della premialità 2020 e la finalizzazione dei residui attraverso criteri condivisi in sede di contrattazione.
Organizzazione campagna vaccinale:
Ricorso allo straordinario programmato per lo svolgimento delle attività di vaccinazione Covid-19, in contrasto con quanto disposto dal contratto nazionale di lavoro;
Mancato riscontro alla richiesta delle organizzazioni sindacali di aprire un confronto di merito per affrontare gli aspetti organizzativi legati alla campagna vaccinale: modalità di emissione manifestazione di interesse trasparente e aperta a tutti i lavoratori (sanitari e amministrativi), rotazione dei lavoratori, organizzazione turni di lavoro.
Orario di lavoro:
Superare il ricorso alla programmazione delle ferie richiamabili, al di fuori di quanto previsto dal contratto nazionale di lavoro;
Modalità di applicazione dell’art. 27 del CCNL relativo ai tempi di vestizione e svestizione;
Criticità nell’applicazione dell’istituto della pronta disponibilità.
Mobilità interna: mancato riscontro alla richiesta di attuare i bandi per la mobilità interna del personale per tutti i servizi e per tutti i profili, nell’ottica di favorire il soddisfacimento dei fabbisogni di diversi servizi e le opportunità di accrescimento professionale dei lavoratori.
Si tratta di argomenti che hanno una ricaduta concreta ed evidente sulla vita e sul reddito delle persone: questo ha indotto Cgil, Cisl e Uil di categoria ad attivare per la prima volta da molto tempo lo stato di agitazione che, in assenza di risposte concrete su tutti gli argomenti sopra menzionati nel confronto che si terrà presso il Prefetto, vedrà l’attivazione di iniziative di mobilitazione a partire da presidi pubblici e blocco del lavoro straordinario.