Spett. redazione,

scene ordinarie di disagio. La frenesia e la velocità dei nostri giorni e la voglia di ritornare alla normalità non può lasciarci indifferenti. Perché abbiamo bisogno sì di normalità ma anche di servizi efficienti. E ciò dovrà avvenire non necessariamente con una raccolta firme ma semplicemente frequentando quei posti che sono vitali per il tessuto sociale.

Succede che in un assolato sabato di giugno (il 19 giugno) all’ufficio Postale di via Puccini n. 50 ad Imola in piena zona Pedagna un cliente inveisce con qualche offesa verso uno degli operatori. Caldo? Insofferenza? Impazienza? O solo maleducazione?

Tante potenziali cause. Poi guardando con occhio critico ci si accorge che ci sono solo 3 operatori compresa la responsabile. Come? Solo 3 operatori? Per un quartiere che tutti sanno popoloso e che è destinato ad ampliarsi?

Risulta infatti che da tempo si chiede di poter aprire anche in alcune giornate del pomeriggio. Forse è arrivato il momento di pretendere che tale servizio funzioni al meglio atteso che oggi la Posta sviluppa una marea di prodotti e molti di essi coinvolgono una platea di persone anziane.

Si fa la fila e si aspetta il proprio turno, poi si misura la temperatura e si puliscono le mani col detergente; ma dopo aver parlato con la responsabile il sistema non funziona. E allora ritorneremo alle 12 ma prima si prende un caffè al bar Mamma mia.

Ma chi lavora tutti i giorni come fa?

E poi un grazie alle lavoratrici e lavoratori dell’ufficio postale che devono avere una gran pazienza; domani è un altro giorno.

(Dino Bufi)