Imola. L’obiettivo è ambizioso, quello di essere la Casa dei giovani dai 14 ai 30 anni come riferimento per tutti quelli del circondario. Lo dice l’assessore alle Politiche giovanili Giacomo Gambi in un clima disteso la mattina del 5 luglio nel giardino (ha l’agibilità per ospitare circa 200 ragazzi) di una Ca’ Vaina che, riaperta e rinnovata con la gestione della coop sociale Officina Immaginata, promette bene visto che la coop lavora già in ambiti simili e ora deve confermarsi in una prova non facile.

Le linee-guida le dà Gambi: “Vogliamo un Informagiovani con nuove professioni digitali che soddisfi esigenze informative ed orientative delle giovani generazioni, molto on line e un po’ in presenza. Fondamentale sarà favorire la creatività e il protagonismo giovanile, attraverso laboratori creativi di qualità, ad esempio teatro, danza, giocoleria, street art, oltre ovviamente alla musica con band che fruiscono già da qualche tempo delle sale prove. Importante pure sarà la collaborazione, dove possibile, con i luoghi aggregativi presenti quali i centri giovanili del quartiere Marconi e di Sesto Imolese oltre a quelli già presenti nel circondario. Ci aspettiamo molto dal punto di ristoro, dalla younger-card e dalla progettazione partecipata”.

Da sinistra, Luca Rebeggiani, Anna Cavina e l’assessore Giacomo Gambi

Il direttore delle Politiche giovanili del Comune Luca Rebeggiani ha ricordato che “il lavoro a un appalto di 2 anni con il possibile rinnovo di altri 2 che dia la possibilità a Ca’ Vaina di essere una sintesi delle istanze che provengono dai giovani del territorio è stato meticoloso. Ora abbiamo messo in sicurezza i cancelli e il centro sarà un punto fermo di Imola in musica”.

Il presidente di Officina Immaginata Daniele Fabbri ha ricordato che la coop sociale è attiva dal 2013 sul territorio del Circondario imolese,  composta in maggioranza da soci e dipendenti under 35. Per Ca’ Vaina, ha sottolineato Fabbri, “intendiamo muoversi su tre valori principali: la prossimità dei servizi, l’ibridazione dove si intrecciano politiche giovanili, territoriali, culturali e sociali, nel quale formazione e azione si contaminano per incubare nuove imprese e progetti giovanili nell’ambito culturale, musicale, artistico, creativo, nelle pratiche di cura dei beni comuni e di cittadinanza attiva e sulla co-progettazione con gli adolescenti e le realtà giovanili, per entrare  in connessione con le tante forme giovanili di generatività già presenti sul territorio, ascoltarle, dar loro spazio e opportunità di svilupparsi a partire da aperitivi di co-progettazione il 20 e 27 luglio e il 24 agosto”.

La nuova coordinatrice di Ca’ Vaina è Anna Cavina, storica socia di Officina Immaginata: “Intendiamo rendere il Centro un luogo accogliente, vicino, stimolante e restituirgli una forte identità che rappresenti i giovani che lo frequenteranno. In occasione di Imola in Musica, Ca’ Vaina ospiterà una ricca programmazione musicale di iniziative tra cui l’evento di inaugurazione del Centro, il 29 agosto, con il concerto “Back to the future” che coinvolgerà storiche e giovani musicisti imolesi, in una esibizione senza tempo. Ora, in estate Ca’ Vaina sarà aperta dal lunedì al venerdì, in autunno allargheremo al sabato. L’equipe attiva al Centro sarà formata da sei persone da affiancare alle band oltre a educatori ed esperti di laboratori. Saranno comunque sempre presenti almeno due persone”.

E’ stata l’assessora al Welfare Daniela Spadoni a introdurre un progetto appena partito a Ca’ Vaina che è già stato testato in altri paesi e città del circondario: “‘Giovani Connessi’ è un progetto nazionale che ha come obiettivi principali il contrasto alla povertà educativa, la prevenzione del disagio, la promozione del benessere e dell’inclusione a favore di giovani adolescenti (fascia di età 11-17anni) per rendere gli adolescenti protagonisti dopo la crisi pandemica”.

Ad occuparsene è il “Solco Prossimo” che, come spiega Eleonora Negroni, “vuole porre l’accento su tre elementi: il digitale per realizzare strumenti con la stampante 3D, la realizzazione di un cortometraggio su un monumento o un evento del passato di Imola e i Social Network mettendo in evidenza sia i rischi sia le opportunità”.

Ca’ Vaina fu chiusa per lavori di riqualificazione e messa in sicurezza, poi anche a causa della caduta disastrosa della giunta Sangiorgi e del commissariamento del Comune, è rimasta ferma quasi due anni, lunghi da passare per i tanti che freqeuntavano il Centro.

Quanto tempo sarebbe servito per mettere tutto a norma se non ci fossero stati problemi di natura politica? “Un mese circa – chiude l’assessore Gambi che allora era all’opposizione e fu molto contrario alla chiusura – invece non ci fu o la volontà politica o la capacità di fare le cose”. Sicuramente, si sarebbe potuto far prima visto che quella giunta cadde poco dopo terremotata dal vertice, ma un solo mese di lavori, ce lo conceda assessore Gambi, fra aprire e chiudere il cantiere è davvero troppo poco.

(Massimo Mongardi)