Imola. L’effetto lockdown si è fatto sentire anche sugli incidenti stradali. Per la città di Imola è risultata una diminuzione del 22% del numero di sinistri nel 2020 rispetto al 2019: da 280 a 218.

I dati dell’osservatorio della Città Metropolitana di Bologna indicano anche una diminuzione del numero di feriti, passati da 387 a 278: 28% in meno. Purtroppo si registra un morto in più rispetto al 2019: da 3 a 4, comunque sotto la media degli ultimi 10 anni pari a 6,9.

L’osservatorio metropolitano dà altre informazioni: la maggior parte degli incidenti si è verificata nel mese di ottobre e di luglio (29) mentre il valore minore si è avuto in aprile (3). L’orario più critico si è rivelato il sabato alle ore 17 (7 incidenti), mentre alle prime ore del giorno, in particolare il lunedì e il giovedì sono risultate le più tranquille. L’orario in assoluto più critico è quello delle 19 (con 28 incidenti) e il giorno della settimana più pericoloso per girare il sabato (con 50 incidenti registrati), mentre quello più sicuro la domenica (35).

Negli incidenti imolesi sono state coinvolte 254 vetture, 48 biciclette, 44 autocarri e 20 motocicli. In particolare i ciclisti hanno tirato un respiro di sollievo nel lockdown: solitamente ne sono stati “falciati” una media di 70 negli ultimi anni, con una punta di 82 nel 2013. Questo si rileva anche dai decessi: nel 2020 i 4 incidenti mortali hanno coinvolto solo autovetture, mentre i 3 incidenti fatali registrati nel 2019 hanno visto coinvolti 2 ciclisti e 1 pedone.

Il maggior numero di incidenti si registra su strada urbana, all’interno della città, con 194 feriti e 3 morti, poi sull’autostrada nel tratto comunale della A14, con 35 feriti, a seguire sulla provinciale extraurbana SP 610 Selice – Montanara, con 19 feriti e un morto, sulla SS9 Via Emilia con 11 feriti, e infine sulla SP 253 San Vitale, con 5 feriti.

Nel 2020 nella città metropolitana di Bologna sono avvenuti 2.633 incidenti stradali con infortunati, 1.172 in meno rispetto a quelli rilevati nel 2019, in media 7,2 incidenti al giorno. Nel capoluogo si concentrano la metà degli incidenti e quasi un quarto dei decessi (14). Negli ultimi anni il calo deciso dell’incidentalità si osserva fino al 2012, dopo di che la numerosità degli incidenti tende ad essere stazionaria con modeste diminuzioni o aumenti da un anno all’altro, con l’eccezione dell’ultimo anno, quando, soprattutto il lockdown e la decisa diminuzione della mobilità, ha comportato un calo del 30% degli incidenti.

A livello provinciale tra le strade provinciali e le 2 statali, in cui nel 2020 è stato rilevato almeno un incidente con infortunati, le statali Porrettana e Via Emilia continuano ad essere quelle con il maggior numero di sinistri, rispettivamente 60 (84 nel 2019) e 39 (78 nel 2019), in parte spiegabili con la loro rilevante estensione chilometrica. Tra le strade provinciali, le più incidentate in valore assoluto risultano essere la SP 610 Selice o Montanara imolese con 29 incidenti e la SP 253 San Vitale con 24 incidenti come la SP 568 Di Crevalcore, quest’ultima registra anche più decessi (5).Escludendo gli incidenti avvenuti su autostrada e tangenziale, con una componente d’incidentalità parzialmente esogena al territorio comunale (traffico di attraversamento), i comuni con un maggior tasso d’incidentalità sono: Argelato (3,5), Castel del Rio (3,3) e Granarolo dell’Emilia (3,1).

Nella statistica non mancano informazioni sulla tipologia di incidente più diffusa: si tratta dello scontro: frontale, frontale-laterale e laterale, seguita dal tamponamento. La tipologia più pericolosa è l’urto con ostacolo (5,7 decessi ogni 100 incidenti) seguono lo scontro frontale (4,0) l’investimento di pedoni e la fuoriuscita del veicolo (3,8) e l’urto con veicolo in fermata o arresto (2,0).

Gli incidenti stradali sono un problema di salute pubblica molto importante, ma ancora troppo trascurato. Per l’Oms sono la nona causa di morte nel mondo fra gli adulti, la prima fra i giovani di età compresa tra i 15 e i 19 anni e la seconda per i ragazzi dai 10 ai 14 e dai 20 ai 24 anni.

Rappresentano quindi un costo sociale importantissimo. Il danno economico subito dalla società deriva dagli oneri legati all’incidente stradale (sia in termini di costi umani per i morti e i feriti, sia di costi generali per il danno patrimoniale e le strutture pubbliche coinvolte). L’osservatorio bolognese quantifica tale valore e ha stimato per Imola un costo sociale di 286 euro procapite nel 2020, contro i 342 del 2019 e i 474 del 2018. Il costo sociale imolese è tra i più alti della Città metropolitana, collocandosi al 17° posto, superiore pure a Bologna che detiene un costo procapite di 267 euro.

I primi tre mesi del 2021 indicano già dati contrastanti: i dati provvisori sull’incidentalità relativa alle strade del territorio metropolitano bolognese (comunali, provinciali, statali e autostrade) mostrano una leggera diminuzione dell’incidentalità stradale pari a circa il 3% degli incidenti stradali, soprattutto riferito ai primi due mesi. Ma già si assiste ad un aumento della mortalità che invece registra un rialzo di 5 persone.

“Negli ultimi anni – è il commento del consigliere metropolitano alla Viabilità Marco Monesi – i numeri sull’incidentalità e la mortalità sulle strade sono tornati ad essere preoccupanti. Come istituzioni manteniamo dunque alta la guardia e continuiamo a mettere in campo interventi puntuali nei punti più rischiosi del territorio metropolitano. Il tema che ci preoccupa di più ultimamente è tuttavia quello del comportamento alla guida: alcol, distrazioni, uso del cellulare, eccesso di velocità… su questo occorre l’impegno e la sensibilizzazione da parte di tutti”. Ma vedere il traffico presente sulle strade e il numero di incidenti in cui si viene coinvolti in questo inizio di estate 2021, le virtuose misure praticate durante la pandemia da coronavirus pare non abbiano insegnato niente anche da questo punto di vista.

(Caterina Grazioli)