Imola. Sarà un corteo colorato e rumoroso quello di Rivolta Gaya che sabato 17 luglio attraverserà le strade della città. Un gruppone di persone insieme, determinate nella lotta contro ogni discriminazione, per il pieno riconoscimento dei diritti Lgtpq+ con ritrovo in piazzale Marabini, davanti alla stazione ferroviaria.

“Insulti, derisioni, offese, minacce, pestaggi, femminicidi. La cultura sessista omo-bi-trans-fobica (che discrimina donne, omosessuali, bisessuali, trans sulla base di privilegi storicamente riconosciuti ai maschi bianchi) ci colpisce quotidianamente – scrivono gli organizzatori -.  Dagli insulti per strada all’utilizzo di “frocio” come offesa, fino ad arrivare a veri e propri atti di violenza fisica in casa, aggressioni  Tutto questo non è più accettabile. Per questo motivo scendiamo in piazza per il quarto anno di fila per manifestare il nostro orgoglio Lgtpq+ e rivendicare la libertà di scelta su quello che siamo e sui nostri corpi”.


“In questi mesi si sta discutendo del disegno di legge Zan che intende di fatto ampliare la legge Mancino, inserendo accanto alle discriminazioni per razza, etnia e religione anche le discriminazioni per sesso, genere, orientamento sessuale, identità di genere e disabilità. L’ostruzionismo dei partiti politici di destra (Forza Italia, Fratelli d’Italia e Lega) è andato di pari passo con le imbarazzanti indecisioni dall’area cattolica dei partiti di “centrosinistra” (Italia Viva e Pd) – continua il comunicato inviato alle redazioni -. Il Vaticano è intervenuto pubblicamente contro il ddl Zan, sostenendo che viola il Concordato e chiedendo al governo di modificarlo. Questa è l’ennesima conferma dell’ingerenza della Chiesa negli affari pubblici, in uno Stato che dovrebbe essere laico”. Crediamo che l’approvazione del ddl Zan sia indispensabile, urgente e non possiamo più aspettare. Ma non ci basta, vogliamo #moltopiùdizan“.
“A Imola – è la conclusione di organizzatori e partecipanti – negli ultimi mesi sono apparsi manifesti antiabortisti, e associazioni integraliste cattoliche hanno addirittura avuto a disposizione spazi e concessioni dall’amministrazione comunale a guida Pd. Tutto questo ci preoccupa e crediamo che sia necessaria, oggi più che mai, una presa di posizione politica. I nostri diritti non sono negoziabili”.