Sono donne determinate, con le idee chiare, consapevoli del contesto in cui operano ogni giorno e di cui parlano a ragion veduta con acuta intelligenza. Nei messaggi che accompagnano il ringraziamento per il premio ricevuto, raccontano il mondo, ciascuna a modo suo, con cognizione di causa e con parole mai formali e banali.

Sono le quindici signore che hanno ricevuto ieri mattina nel cortile dell’Archiginnasio di Bologna il premio “Tina Anselmi”. Un premio intitolato alla prima donna italiana che ha ricoperto l’incarico di ministra e a cui sono legate alcune riforme fondamentali della fine degli anni ’70. La legge di parità fra uomo e donna nei luoghi di lavoro (1977), la riforma sanitaria che ha istituito il Servizio Sanitario nazionale (1978). Una “combattente” che credeva nella necessità di affermazione dei diritti delle donne e della loro autodeterminazione e nella possibilità di cambiamento. Lei stessa ebbe a dire, come è stato ricordato, “allora ho capito che per cambiare le cose bisogna esserci”.

Le donne ci sono, eccome! Eroine senza eroismo, sono la presenza silenziosa che, lontana dai riflettori e dalle luci della ribalta svolgono ogni giorno quel lavoro prezioso e vitale che sostiene la società, l’economia, il senso umano della vita.

L’UDi il CIF con l’Assessore alle PO di Bologna e la Presidente del Consiglio comunale di Bologna aprono l’edizione 2021 del Premio Anselmi

Emozionate e sorprese per  un riconoscimento prestigioso per il suo significato simbolico, parlano da eredi onorate e consapevoli delle generazioni che le hanno precedute. Colpisce ancora una volta nelle parole che raccontano identità ed esperienze diverse, la coscienza della relazione fra i percorsi individuali e quello collettivo delle donne. In quelle parole c’è l’emozione di una gratitudine sincera. Il successo è nel lavoro di tutti i giorni. Lo dice bene Angela Bortolotti, mediatrice linguistica, operatrice culturale, premiata per l’area sociale. Si occupa di immigrazione nel Comune di Bentivoglio. “Incontro tanti VIP” dice “ma io sono una NIP (Non important person). Dagli ultimi si impara. Gli immigrati fanno lavori che gli italiani non vogliono più fare ma il lavoro di ognuna queste persone, si calcola, consente ad altre 7 o 8 di vivere.” Irene Castelli, capotreno, bolognese doc ama il suo lavoro ma ricorda come sia pericoloso per una donna lavorare a bordo treno e affrontare anche situazioni spiacevoli.

Il premio “Anselmi” dalla sua istituzione (2017) viene consegnato l’8 marzo. Rinviato quest’anno dopo lo stop del 2020 a causa della pandemia Covid 19. Premia donne che si sono distinti in diverse aree di attività: educazione, salute, arte, sociale, lavoro. L’edizione 2021 è stata orientata sull’emergenza sanitaria. Quasi tutte le donne che hanno ricevuto il premio hanno affrontato con spirito di iniziativa e competenza il proprio lavoro fornendo un generoso contributo nell’affrontare gli effetti collaterali o diretti della pandemia.

Le donne premiate e le aree in cui si sono distinte

 Area educativa

 Silvia Cocchi. Direttrice Ufficio Scuola della Chiesa di Bologna, prima donna laica a ricoprire tale incarico. Durante l’emergenza legata al Covid-19 ha realizzato il progetto “adotta un nonno” per creare un legame telefonico tra i bambini ed i nonni soli. Fautrice del protocollo per l’alternanza scuola lavoro tra Curia e Regione.

Mirca Orsi. Insegnante presso l’’Istituto di Istruzione Superiore Archimede di San Giovanni in Persiceto. Sviluppa da anni progetti per la formazione dei giovani alla cittadinanza attiva, con un’attenzione particolare alla salvaguardia della legalità, dei diritti umani e della memoria. Tale impegno è proseguito anche nel periodo pandemico, nonostante le difficoltà ad esso derivanti.

Area Salute

 Chiara Gibertoni. Direttorice generale del Policlinico Sant’Orsola di Bologna, ha costantemente operato con equilibrio e fermezza nel lungo periodo emergenziale da Covid-19, promuovendo   e rafforzando il lavoro di squadra. Si è fatta promotrice e portavoce della comunità medico- scientifica, contribuendo alla nascita del primo Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico interaziendale dell’Emilia-Romagna (con l’Ospedale Maggiore di Bologna).

Patrizia Ferrari. Coordinatrice infermieristica nel reparto di rianimazione e terapia intensiva dell’Ospedale Maggiore di Bologna. Durante la pandemia di Covid-19 ha dato un importante contributo sia alla riorganizzazione dei posti in terapia intensiva che all’inserimento di nuovo personale nella fase di affiancamento.

Cristina Lolli. Gestisce la farmacia del Comune di Monghidoro in modo esemplare. Sempre attenta e vicina alle esigenze dei propri concittadini: ha fatto della sua professione una vera missione. In tempo di Covid-19, si è impegnata per attivare tutte le iniziative utili a contrastare la diffusione del virus, in stretta collaborazione con l’Ausl, il Comune di Monghidoro e quelli limitrofi.

Jovanka Kalem. Originaria dell’area balcanica, è operatrice addetta ai servizi di lavanderia presso la Residenza per Anziani Villa Paola gestita dalla Cooperativa Dolce  dove svolge le sue mansioni con responsabilità e senso del dovere, avendo particolare impegno significativo durante l’emergenza sanitaria.

Area Artistica

 Luisa Grillo. Insegnante di musica. E’ impegnata nel promuovere ed incoraggiare l’interesse e la scoperta da parte dei giovani della musica, nella scuola di musica J. Du Pré nel Comune di Minerbio. La sua didattica a distanza è stata per tanti giovani l’occasione per riempire il vuoto, il silenzio, la solitudine nei lunghi mesi della pandemia di Covid-19.

Area sociale

 Angela Bortolotti. operatrice interculturale e mediatrice linguistica è un punto di riferimento per le donne straniere e i loro bambini. Con grande umanità e passione, si dedica all’attività di mediazione nell’ambito ostetrico-ginecologico e psicologico, promuovendo anche di momenti di socializzazione nel Comune di Bentivoglio.

Area Lavoro

L’imolese Giulia Serrao riceve il premio Anselmi

Giulia Serrao. Biologa e imprenditrice a Imola “Podere Colombara” ha scelto di sfruttare le sue conoscenze scientifiche per attivare una impresa di famiglia con un’attenzione particolare alla biodiversità e al rispetto dell’ambiente.  Ha avviato insieme al marito una nuova attività per l’essicazione della frutta biologica.

Irene Castelli. Capotreno per Trenitalia Tper- Impianto di Bologna –  ha continuato a garantire tranquillità e sicurezza alle persone costrette a viaggiare durante il lockdown della primavera 2020, svolgendo il suo lavoro con entusiasmo nonostante sia stata bersaglio di atti violenti nell’espletamento del suo lavoro.

Laura Mami. Ispettrice superiore della Polizia di Stato, in servizio presso il Gabinetto regionale di Polizia Scientifica di Bologna. Si è distinta per il suo operato anche durante il periodo dell’emergenza Covid-19.  Si occupa della formazione del personale in servizio e degli allievi/e delle scuole di polizia, mettendosi al servizio della cittadinanza con particolare attenzione verso le fragilità, le vittime di violenza e i bambini.

Roberta Zacchiroli. Operaia metalmeccanica, presso l’azienda Alberto Sassi di Crespellano e delegata sindacale della RSU, si è prontamente attivata con le sue colleghe per garantire adeguate misure di sicurezza e forme di prevenzione durante l’emergenza Covid-19, facilitando la ripresa del lavoro.

Due i premi alla carriera consegnati a Bruna Tadolini e a Loretta Scala. La prima docente universitaria in pensione e divulgatrice scientifica di fama nazionale. Ha fornito con le proprie ricerche un prezioso contributo alla conoscenza del ruolo femminile nell’evoluzione della specie umana. Per la comunità del Comune di Sasso Marconi, dove vive, è un esempio nel promuovere forme di sensibilizzazione sui temi ambientali con un’attenzione specifica alle giovani generazioni. La seconda insegnante di scuola primaria in pensione. Durante l’emergenza Covid-19 ha aperto il suo giardino per aiutare i bambini più fragili affinché non rimanessero indietro nella fase di didattica a distanza. Convinta sostenitrice del ruolo sociale della donna, ha trasmesso tali valori ai propri scolari con passione, competenza e dedizione, plasmando intere generazioni di alunni.

 Un premio alla memoria ad Angela Romanin figura chiave nella lotta contro la violenza sulle donne e per la rete regionale dei centri antiviolenza, scomparsa qualche mese fa. Ha svolto  alla Casa delle Donne di Bologna il ruolo professionale di formatrice per operatrici dei Centri Antiviolenza e per le tante figure professionali che operano nel contrasto alla violenza sulle donne. Significativo e costante il suo impegno per il superamento di pregiudizi e per l’affermazione della parità di genere in ogni ambito della nostra società.

Storie articolate che vengono da lontano, iniziate altrove o sul territorio il cui racconto evidenzia la fatica di combinare l’impegno professionale, le proprie aspirazioni e competenze con quello famigliare e di cura dei figli. Una sfida quotidiana che ha segnato il successo di una passione caparbia e determinata capace di generare beneficio umano nella vita delle persone che le hanno incontrate e che costituisce una risorsa sana e positiva per il futuro.

(v.g.)