Imola. I primi due botti in centro storico arrivano quasi in contemporanea con la parata decisiva di Gigio Donnarumma che consegna il Campionato d’Europa all’Italia proprio a Wembley, dove ha appena battuto l’Inghilterra ai rigori. Una partita durissima e difficilissima che gli azzurri hanno vinto cominciando male, sotto di un gol dopo appena due minuti di un primo tempo quasi tutto di marca inglese.

 

Roberto Mancini capisce che bisogna mescolare le carte e nel secondo tempo toglie un Immobile troppo “immobile” per costruire un attacco che non dà riferimenti precisi alla difesa “british”. Con tre palleggiatori e tiratori dai piedi buoni come Insigne, Chiesa e Berardi l’Italia avanza pericolosamente, va vicino al gol più volte e poi pareggia con Bonucci dopo che Verratti, in scivolata di testa, aveva colpito il palo. Fino al 90′ più recupero, gli azzurri sono più forti. Poi nei tempi supplementari, tutti soffrono perché ormai mancano le energie. Girandola di sostituzioni anche in vista della lotteria dei calci di rigore.

La festa per la vittoria dell’Italia in viale Dante al monumento al Partigiano
(foto Nicoletta Saponelli)

L’Italia comincia male con Belotti, poi però Donnarumma sale in cattedra e si scatena il tifo con i clacson, le urla, le trombette, i trenini in tutta l’area del centro storico. Tricolori che sbandierano ovunque, dalle auto e dalle moto, la gente che si abbraccia, urla liberatorie fino in viale Dante, al monumento al Partigiano.

Moltissimi fanno arrivare il loro tifo anche su Facebook. Il sindaco Marco Panieri posta: “CAMPIONI D’EUROPA! 🏆⚽🇮🇹 Il sogno è diventato realtà! Quanto orgoglio per i nostri Ragazzi! Lo sport è magia ed emozione, ancora una volta. GRAZIE!”.

Anche il consigliere comunale di Imola Coraggiosa Filippo Samachini esprime la sua gioia con ironia: “Il calcio è un gioco inventato dagli inglesi dove vincono gli italiani”.

Altri fanno notare, come Nicoletta Saponelli, che è sempre l’11 luglio, la stessa data di quando 39 anni fa, nel 1982, l’Italia trionfò nel Mundial in Spagna. E la festa è simile ad allora.

(m.m.)