Imola. C’è modo e modo di festeggiare la bella vittoria della Nazionale di calcio dell’Italia ai campionati Europei di calcio contro l’inghilterra. Ma quello scelto da un gruppo di ragazzi nella notte della vittoria è gravemente offensivo della storia e della memoria di quella stessa Italia che andava festeggiata e non vilipesa.

“Infatti la statua del monumento al partigiano di viale Dante – spiega in un comunicato l’Anpi – è stata presa d’assalto, sporcata da petardi rossi, e la ghirlanda d’alloro distrutta da questi sconsiderati senza memoria che poi hanno anche postato su Facebook le foto, disquisendo sulla loro bellezza. E pensare che, se si tratta di imolesi, magari sono i nipoti dei partigiani che hanno dato la vita per la libertà”.

Ferma condanna degli atti di vandalismo, compiuti durante i festeggiamenti per la vittoria agli Europei, contro il monumento al partigiano ed al chiosco posti in piazzale Leonardo da Vinci, lungo viale Dante, viene espressa dal sindaco Marco Panieri.

“I danneggiamenti e gli imbrattamenti compiuti contro il monumento al Partigiano e il chiosco posto di fronte vanno oltre ad una sana esultanza per la storica vittoria della Nazionale Italiana agli Europei di calcio e vanno condannati in modo netto. Il rispetto dei luoghi è fondamentale e viene prima di tutto. Con il loro atteggiamento, questi pochi tifosi irresponsabili hanno rovinato il clima di festa autentica che ha coinvolto migliaia di persone”, commenta Panieri, che esprime “solidarietà all’Anpi Imola ed al proprietario del chiosco di viale Dante”.

Per quanto riguarda il monumento al partigiano, l’Amministrazione comunale, che ne è proprietaria, ha provveduto in queste ore a sporgere denuncia contro ignoti. “Mi unisco alle parole del presidente dell’Anpi, nella consapevolezza di quello che il monumento rappresenta non solo per la storia della nostra città” aggiunge il sindaco Panieri. Che fa sapere che nel frattempo sono state ripulite le parti del basamento sporcate, mentre a breve sarà riposizionata la corona d’alloro.

“Sia nel caso del monumento al partigiano che del chiosco, mi auguro che i responsabili dei questi gesti vengano quanto prima individuati e sanzionati in base a quanto previsto dalle leggi”.