Fp Cgil Imola, Cisl Fp Area Metropolitana, Uil Fpl lanciano un allarme sulla questione degli infermieri in relazione alle notevoli difficoltà in cui oggi le strutture della sanità pubblica, della sanità privata, le ASP, le strutture residenziali (per anziani, psichiatriche e altre) che lavorano in convenzione con il pubblico o private si imbattono per reperirli. Si tratta di una vera e propria emergenza che già da mesi le organizzazioni sindacali denunciano con tutte le istituzioni interessate.

“L’Ausl di Imola si sta impegnando severamente da mesi per garantire livelli assistenziali normali nelle Case Residenze Anziani del territorio del Circondario Imolese, nonostante una carenza di circa 40 infermieri che sta avendo ripercussioni nella gestione dei reparti degli ospedali di Imola e Castel San Pietro – ammettono i sindacati di categoria di Cgil, Cisl e Uil -. La professionalità degli operatori e delle operatrici è fuori discussione, ma i numeri degli organici non permettono di organizzare in modo ottimale i servizi per garantire i livelli di qualità usualmente offerti ai cittadini del Circondario imolese e della Città Metropolitana Ed ora siamo di fronte ad una nuova grave crisi che sta colpendo l’ospedale di Montecatone che non potrà essere gestita solo con l’intervento della Ausl di Imola. Riteniamo che anche in questo caso si debba trovare una soluzione che permetta di garantire l’operatività dei reparti. E va fatto in fretta, senza aspettare, perché è una struttura fondamentale per il territorio imolese, non solo in quanto garantisce i suoi servizi di riabilitazione ad altissimi livelli, ma anche perché è un volano per il territorio, oltre che un centro di riferimento nazionale. Nei prossimi mesi è prevista l’uscita di un numero di unità che oscilla tra un minimo di 12 e un massimo di 19 e questo potrebbe portare alla grave ripercussione della chiusura di un reparto”.

“Attraverso l’intervento dei livelli regionali delle nostre categorie – concludono Fp-Cgil, Cisl Fp Area Metropolitana, Uil Fpl – occorre arrivare in tempi particolarmente rapidi ad un accordo con il Servizio Sanitario Regionale (S.S.R.) per garantire l’assegnazione a Montecatone di personale attraverso lo scorrimento di graduatorie attive. Occorre uno sforzo complessivo per farsi carico di questa emergenza come di una necessità per la tutela della salute dei cittadini della Regione. In questo caso si tratta di un intervento d’urgenza, ma occorre superare la logica dell’emergenza e attivare tutti i canali disponibili affinché dai corsi di laurea esca il personale necessario a garantire la piena operatività dei servizi ospedalieri e residenziali. Le aziende del S.S.R. devono farsi carico di questa responsabilità e devono assumere questa necessità come prioritaria”.