Spett. redazione,
tutti indignati sui social perché i festeggiamenti di domenica sera hanno comportato l’aggressione indiscriminata da parte dei ragazzi che, per festeggiare la vittoria dell’Italia, sono saliti a decine sulla fontana monumentale della piazza. Ovviamente qualsiasi persona di buon senso condivide tale indignazione, ma è l’occasione per fare una seria e profonda riflessione su come possa essere accaduta una cosa simile che forse, visto il recente precedente, poteva essere semplicemente evitata con un opportuno presidio di forze di polizia.

Ma la cosa che ci meraviglia è come possa esser venuto in mente non solamente ad un isolato esagitato irresponsabile, ma a ben più numerosi facinorosi festeggianti l’idea di violentare un monumento che da secoli sopravvive a ben più forti passioni o disavventure.

Evidentemente è scomparsa nella concezione dei più l’idea di appartenenza ad una comunità che si esprime attraverso la cultura che l’ha caratterizzata nei secoli stratificando fino ad oggi opere e monumenti dei quali essere orgogliosi; a quale mai dei nostri genitori sarebbe mai venuto in mente di comportarsi in questa maniera?

Viene da pensare che altri atteggiamenti frutto di recenti “invenzioni” parimenti aggressive anche se meno appariscenti, abbiano un po’ alla volta legittimato l’uso della città finalizzata a questioni che prescindono dalla vera struttura urbana: giardinetti, verdure e teatrini tendono a fare considerare un approccio amichevole e diremmo poco rispettoso alla città in generale che alla fine viene considerata come la coreografia di eventi che prescindono da questioni più serie e reali.

Nulla di male qualcuno dirà, ma se questo porta alla poca considerazione del bene pubblico fino ad arrivare alla possibile distruzione di opere che sopravvivono da secoli e sono costate somme ingenti alla comunità che se ne è presa cura per effettuare opere di restauro e protezione, pensiamo che sia ora di iniziare a preoccuparsene.

(Italia Nostra, sezione di Faenza)